Raccolta dei record gli istivinzos olbiesi ora sono più di 1000
di Dario Budroni
In una ricerca tutti i soprannomi delle famiglie della città Sul podio Degortes, Deiana e Spano. I Derosas sono quarti
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OLBIA. Le cose andavano più o meno così. Prima domanda: «E tu figlio di chi sei?». Risposta: «Di Antonio Degortes». Seconda domanda: «Si, ma quale?». Ed ecco che l’interrogato del momento calava come un asso s’istivinzu della sua famiglia. Cioè il soprannome della sua gente, il nomignolo inventato chissà quando e chissà da chi per distinguere i ceppi di chi porta lo stesso cognome. Farsi largo in quella selva sterminata di Degortes, Deiana, Spano e Derosas non era certo un gioco da ragazzi. Per questo, a Terranova, ogni famiglia portava con orgoglio il suo soprannome. Poi le cose sono man mano cambiate: ai vecchi istivinzos se ne sono aggiunti altri e a guadagnarne uno furono anche le famiglie con scarsa concorrenza all’ufficio anagrafe. Una caratteristica comune a tanti altri centri ma che a Olbia ha da sempre giocato un ruolo da protagonista, diventando un vero tratto distintivo. E come in una collezione di figurine, sono diversi gli olbiesi che, negli anni, si sono presi la briga di raccogliere in un unico elenco tutti gli istivinzos della città. La raccolta più completa, messa a punto grazie anche al potere del web, porta la firma di Franco Degortes Lacone (anche lui, da buon olbiese, ha il suo istivinzu). I numeri sono da capogiro: i soprannomi raccolti fino a questo momento sfondano quota mille. Per l’esattezza, sono 1.038.
La ricerca. Da anni Franco Degortes è uno degli amministratori della popolare pagina Facebook Olbia...Oggi, ieri, domani, ideata dall’amico Gian Stefano Ricci. «Poi mi è venuta l’idea di raccogliere tutti gli istivinzos della città – spiega Degortes –. In tanti mi hanno dato una mano. Qualcuno mi ha regalato le sue precedenti raccolte e molti altri hanno contribuito ad arricchire l’elenco attraverso Facebook». La sua ricerca, intitolata Istivinzos Terranoesos e da tempo pubblicata sui social, è un maxi concentrato di pura olbiesità che va preservato e prima o poi messo nero su bianco. «Ci sono naturalmente tutti i soprannomi storici, i più antichi, cioè quelli portati dalle famiglie da sempre olbiesi – continua Degortes –. E poi ci sono anche tanti soprannomi nati successivamente e che sono man mano diventati storici anche loro».
La classifica. Inutile dirlo: a comandare su tutti sono i soprannomi delle storiche famiglie olbiesi. Vincono i Degortes: soltanto loro, di istivinzos, ne hanno un qualcosa come 105. La medaglia d’argento va ai Deiana, che si sono per ora fermati a quota 98. Sul terzo gradino del podio non potevano non esserci gli Spano (o Spanu), con i loro 94 soprannomi. Al quarto posto i Derosas, che ne hanno 84. Poi, molto più in basso, la grande lotta tra gli altri soprannomi. Gli Usai ne schierano 31, i Varrucciu 30, i Giua e i Serra 25, gli Asara 23, i Careddu 21, i Piccinnu 17, i Sanna 16, i Petta 13, i Putzu 12, i Dettori e i Desini 11, i Fresi e i Serreri 9 e così via. Il grosso degli istivinzos è direttamente collegato alle famiglie, ma ci sono anche numerosi soprannomi, magari quelli più recenti, che fanno capo a una singola persona.
I soprannomi. Ogni istivinzu ha una storia tutta sua. Il soprannome può derivare dal mestiere di qualche antenato, da una caratteristica fisica, da una frase detta, da un episodio, da un aneddoto, da un modo di dire, da una presa in giro. «In tantissimi casi s’istivinzu è stato poi ereditato dal resto dei parenti e da tutti i discendenti – sottolinea Franco Degortes –. Molti soprannomi sono particolarmente vecchi. Servivano per identificare i ceppi delle varie famiglie». Giusto per fare qualche esempio, ci sono i Degortes Pinzellu, Gangau, Lacone, Cocacola, Furrone, i Deiana Calvone, Ballore, Catrea, Coscedda, Panisciocco, gli Spano-Spanu Babay, Boccia, Mazziganu, Caffellatte, Trobea, Panemodde, i Derosas Cabanna, Coccoi. E poi ci sono i soprannomi più curiosi, quelli che sono tutto un programma: Tre gambe, Troddiu veloce, Jagger, Terribile, Garibaldi, Celentano, Kennedy, Carogna. Non potevano mancare i Johnny Rapina, Solo mio, Furia, Topo Gigio, Mudanda, Pone in folle, Thank you, Doppio rum, Addio Mamma, Brioscia, Ratta in conca, Dracula e un più rassicurante Tottu a postu.
La ricerca. Da anni Franco Degortes è uno degli amministratori della popolare pagina Facebook Olbia...Oggi, ieri, domani, ideata dall’amico Gian Stefano Ricci. «Poi mi è venuta l’idea di raccogliere tutti gli istivinzos della città – spiega Degortes –. In tanti mi hanno dato una mano. Qualcuno mi ha regalato le sue precedenti raccolte e molti altri hanno contribuito ad arricchire l’elenco attraverso Facebook». La sua ricerca, intitolata Istivinzos Terranoesos e da tempo pubblicata sui social, è un maxi concentrato di pura olbiesità che va preservato e prima o poi messo nero su bianco. «Ci sono naturalmente tutti i soprannomi storici, i più antichi, cioè quelli portati dalle famiglie da sempre olbiesi – continua Degortes –. E poi ci sono anche tanti soprannomi nati successivamente e che sono man mano diventati storici anche loro».
La classifica. Inutile dirlo: a comandare su tutti sono i soprannomi delle storiche famiglie olbiesi. Vincono i Degortes: soltanto loro, di istivinzos, ne hanno un qualcosa come 105. La medaglia d’argento va ai Deiana, che si sono per ora fermati a quota 98. Sul terzo gradino del podio non potevano non esserci gli Spano (o Spanu), con i loro 94 soprannomi. Al quarto posto i Derosas, che ne hanno 84. Poi, molto più in basso, la grande lotta tra gli altri soprannomi. Gli Usai ne schierano 31, i Varrucciu 30, i Giua e i Serra 25, gli Asara 23, i Careddu 21, i Piccinnu 17, i Sanna 16, i Petta 13, i Putzu 12, i Dettori e i Desini 11, i Fresi e i Serreri 9 e così via. Il grosso degli istivinzos è direttamente collegato alle famiglie, ma ci sono anche numerosi soprannomi, magari quelli più recenti, che fanno capo a una singola persona.
I soprannomi. Ogni istivinzu ha una storia tutta sua. Il soprannome può derivare dal mestiere di qualche antenato, da una caratteristica fisica, da una frase detta, da un episodio, da un aneddoto, da un modo di dire, da una presa in giro. «In tantissimi casi s’istivinzu è stato poi ereditato dal resto dei parenti e da tutti i discendenti – sottolinea Franco Degortes –. Molti soprannomi sono particolarmente vecchi. Servivano per identificare i ceppi delle varie famiglie». Giusto per fare qualche esempio, ci sono i Degortes Pinzellu, Gangau, Lacone, Cocacola, Furrone, i Deiana Calvone, Ballore, Catrea, Coscedda, Panisciocco, gli Spano-Spanu Babay, Boccia, Mazziganu, Caffellatte, Trobea, Panemodde, i Derosas Cabanna, Coccoi. E poi ci sono i soprannomi più curiosi, quelli che sono tutto un programma: Tre gambe, Troddiu veloce, Jagger, Terribile, Garibaldi, Celentano, Kennedy, Carogna. Non potevano mancare i Johnny Rapina, Solo mio, Furia, Topo Gigio, Mudanda, Pone in folle, Thank you, Doppio rum, Addio Mamma, Brioscia, Ratta in conca, Dracula e un più rassicurante Tottu a postu.
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