Inquirenti al lavoro mentre Iannelli resta a Bancali
Dopo aver dato fuoco a Tony Cozzolino, Davide Iannelli (foto), 48 anni, si è presentato in commissariato e si è costituito. L’aggressore avrebbe raccontato di essere stato più volte minacciato dal...
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Dopo aver dato fuoco a Tony Cozzolino, Davide Iannelli (foto), 48 anni, si è presentato in commissariato e si è costituito. L’aggressore avrebbe raccontato di essere stato più volte minacciato dal rivale. Lunedì scorso il gip Marco Contu ha convalidato il suo arresto e disposto la misura cautelare in carcere, a Bancali. La Procura gli contesta il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. Difeso dagli avvocati Cristina Cherchi e Abele Cherchi, Iannelli si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel frattempo proseguono le indagini per fare piena luce su ciò che accaduto la mattina dell’11 marzo sotto le case popolari di via Petta, dove Iannelli e Cozzolino vivevano. Un odio profondo, il loro, che si trascinava ormai da diversi anni e del quale erano a conoscenza sia le forze dell’ordine che il Comune. Il legale Giampaolo Murrighile, che assiste la moglie di Cozzolino, dopo il tentato omicidio aveva chiesto la protezione della donna e ribadito l’atrocità del gesto.
Sul caso continua a indagare la squadra anticrimine della polizia di Olbia, guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu.
Sul caso continua a indagare la squadra anticrimine della polizia di Olbia, guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu.
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