La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso

Olbia, mai esposte le 140 cartoline del ricordo destinate alle vittime del Moby Prince

di Serena Lullia

	Una delle cartoline spedite alle vittime del Moby Prince
Una delle cartoline spedite alle vittime del Moby Prince

Dovevano essere al centro di una mostra organizzata dal Comune al museo archeologico. Interpellanza di Liberi e Insieme

2 MINUTI DI LETTURA





Olbia Da Livorno a Olbia, facendo quel viaggio interrotto dal rogo mortale a bordo del Moby Prince. Le cartoline simboliche, indirizzate alle persone che trovarono la morte in quella strage ancora senza verità sono arrivate in città lo scorso anno, all’indomani del 31esimo anniversario della strage, datata 10 aprile 1991. Dovevano diventare protagoniste di una esposizione al museo archeologico. 140. Come il numero delle persone che trovò la morte sul traghetto Moby Prince quando entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, davanti al porto di Livorno. Morirono 65 lavoratori e 75 passeggeri tra cui molti sardi. Le cartoline dovevano diventare simboli di una tragedia che chiede giustizia.

La versione ufficiale venduta per anni alla storia e alle famiglie delle vittime – un banco di nebbia che aveva avvolto la petroliera rendendola invisibile – è stata destrutturata da due commissioni parlamentari. Una iniziativa originale, simbolica, ma dal significato emotivo profondo, promossa dall’associazione culturale livornese “Effetto collaterale” in collaborazione con le associazioni dei familiari delle vittime e sposata dai comuni di Livorno e Olbia.

Ma quelle cartoline, regolarmente arrivate in città all’ufficio Cultura al museo archeologico, da un anno sono chiuse in qualche cassetto. Chiede che fine abbia fatto l’impegno del Comune a realizzare la mostra il gruppo “Liberi e insieme”, in particolare il consigliere Eugenio Carbini, che per primo firma l’interpellanza al sindaco Settimo Nizzi. Domanda quali siano le iniziative «affinché l’amministrazione comunale esponga le 140 cartoline in un luogo pubblico, come da accordi con l’associazione Effetto collaterale. E quali azioni abbia già individuato o intenda organizzare per mantenere viva anche in città la memoria del disastro del traghetto Moby Prince e delle 140 persone che sarebbero dovute sbarcare a Olbia».

Ad esempio con l’intitolazione di piazze, vie, biblioteche o scuole o con la creazione di un monumento che ricordi per sempre quel lutto nazionale. Per impedire che la memoria di quella tragedia con il tempo scolorisca e per continuare a tenere viva l’attenzione su un caso ancora tutto da chiarire, “Effetto collaterale” aveva lanciato l’iniziativa “140 cartoline per non dimenticare” chiedendo ai cittadini di scrivere dei messaggi per quei passeggeri mai sbarcati in Sardegna. «Per mantenere viva la memoria delle vittime e la speranza di poter un giorno arrivare alla verità – avevano spiegato dall’associazione –. Per accompagnare in un viaggio simbolico chi non riuscì ad arrivare a destinazione e unire simbolicamente i porti di Livorno e Olbia, parti di un capitolo di storia ancora senza giustizia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sanità

Missione salva vita: bimba di due anni trasportata d’urgenza da Sassari al Gemelli di Roma

Le nostre iniziative