La Nuova Sardegna

Olbia

L’ex compagnia

Olbia, Air Italy quattro anni dopo la messa in liquidazione. «I lavoratori? Dimenticati»

di Dario Budroni

	La cabina di pilotaggio di un vecchio aereo Meridiana nel cortile dei vigili del fuoco (foto di Vanna Sanna)
La cabina di pilotaggio di un vecchio aereo Meridiana nel cortile dei vigili del fuoco (foto di Vanna Sanna)

La Naspi scadrà tra pochi mesi e la ricollocazione ha riguardato solo pochi ex dipendenti. I sindacati: «Politica assente, in centinaia senza un futuro»

20 febbraio 2024
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Olbia. Il simbolo della fine è il muso di un aereo parcheggiato nel cortile della caserma dei vigili del fuoco. I colori sono ancora quelli di Meridiana. È un simulatore di volo ricavato tra gli spazi e i comandi di una vera cabina di pilotaggio. Poi quasi più nulla: della compagnia aerea fondata a Olbia ormai 61 anni fa, dentro e attorno all’aeroporto Costa Smeralda, non resta praticamente più niente. I lavoratori, però, esistono ancora: sono centinaia e, tra pochi mesi, il grosso di loro resterà senza più neanche il sostegno della Naspi. A quattro anni esatti dalla messa in liquidazione di Air Italy, il timore più diffuso è quello di non riuscire a trovare una nuova collocazione o almeno una alternativa. «Non è facile – dice Gianluca Langiu, segretario della Fit Cisl –. Stiamo parlando di persone con una grande esperienza ma ormai non più giovanissime. L’età media si aggira tra i 45 e i 50 anni. Chiunque vinca le elezioni regionali dovrà tenere conto di tutto questo». Sulla stessa linea Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil: «Gli eletti, insieme al governo nazionale, dovranno fare in modo che anche ai lavoratori Air Italy vengano date le stesse opportunità di ammortizzatori sociali date agli ex Alitalia». Marco Bardini, di Anpac Anpav, ricorda: «Le istituzioni sono scomparse e la gran parte dei lavoratori è stata totalmente abbandonata». Per quanto riguarda invece il polo manutentivo, la speranza è che i tecnici vengano presto assunti da chi si aggiudicherà il bando della Geasar per l’utilizzo degli hangar Avio 1 e 2.

I lavoratori. La messa in liquidazione di Air Italy, ex Meridiana e quindi ex Alisarda, era stata annunciata nel febbraio del 2020, poche settimane prima del lockdown. Un macigno piombato dal cielo a due anni esatti dal rilancio della compagnia sotto l’ala di Qatar Airways. Circa 1500 i lavoratori colpiti, con la metà residente in Sardegna e a Olbia in particolare. Alcuni di loro, nel frattempo, sono riusciti a cambiare vita e mestiere o a essere assunti da altre compagnie aeree. La maggior parte, però, sopravvive ancora oggi grazie alla Naspi. Ma siamo agli sgoccioli, visto che l’indennità di disoccupazione scadrà progressivamente, a seconda della categoria, tra il mese di aprile e quello di settembre. «La ricollocazione è stata possibile soprattutto per la categoria dei piloti – spiega Gianluca Langiu –, grazie alla veloce ripresa del traffico aereo dopo i periodi più duri della pandemia. Una minima parte degli assistenti di volo è invece riuscita a essere assunta da altre compagnie, come Aeroitalia e Ita. Ma il grosso è ancora fermo. Stesso discorso per il personale di terra, così come per i dipendenti del call center»

L’abbandono. Per i sindacati la vertenza Air Italy è presto finita nel dimenticatoio. «Soprattutto nelle battute finali è stata abbastanza trascurata dalla politica – dice Langiu –. È mancata la volontà. Per esempio non è stato creato, a livello nazionale, un bacino formato da tutti coloro finiti fuori dal circolo produttivo delle compagnie aeree. Chi vincerà le elezioni di domenica non dovrà dimenticarsi degli ammortizzatori sociali, che sono da prolungare, e soprattutto di mettere in campo vere ed efficaci politiche per il lavoro mirate alla ricollocazione dei lavoratori». Personalmente il sindacalista Marco Bardini si ritiene un privilegiato. «Faccio parte di quel ristretto nucleo di lavoratori che è riuscito a trovare lavoro in un’altra compagnia – dice Bardini –. Ma il problema è che in tantissimi non hanno avuto questa fortuna. Gran parte dei dipendenti è stata totalmente abbandonata dalle istituzioni. Regione e governo sono stati assenti. Eppure stiamo parlando di Meridiana, che, dopo la Saras, era la più grande impresa della Sardegna». Anche Arnaldo Boeddu, della Filt Cgil, mette la politica nel mirino: «I candidati al consiglio regionale non fanno altro che parlare di trasporti – dice –, ma non tutti entrano realmente nel merito di una situazione a dir poco critica. Sarebbe importante che, in questa settimana di passione, i politici non lanciassero promesse al vento. Ai lavoratori Air Italy dovranno essere date le stesse opportunità di ammortizzatori date agli ex Alitalia. Allo stesso tempo ci si dovrà impegnare per consentire la loro ricollocazione. Stiamo parlando di lavoratori con una altissima professionalità e che la Sardegna e la Gallura in particolare non possono permettersi di perdere».

Polo manutentivo. Un discorso a parte va fatto per i tecnici del settore manutenzioni dell’ex Air Italy. I due hangar sono andati a bando e la Geasar, la società che gestisce l’aeroporto Costa Smeralda, ha posto una clausola: il riassorbimento dei lavoratori di quella che era un tempo Meridiana Maintenance. Sarebbero tre le società attualmente in gioco per aggiudicarsi i due hangar dello scalo olbiese. «Geasar ha fatto quello che la politica non ha fatto – sottolinea Langiu della Fit Cisl –. Stiamo parlando di un privato che ha posto un tema fondamentale come quello della ricollocazione dei lavoratori. Il bando sta andando avanti da circa un anno e adesso bisognerebbe soltanto accelerare le tempistiche. La Naspi sta infatti per scadere anche per i tecnici e non ci si può certo permettere che restino anche loro a terra».

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