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Olbia, l’ora di religione piace agli studenti: il 90% sceglie di seguirla

Olbia, l’ora di religione piace agli studenti: il 90% sceglie di seguirla

I dati diffusi dalla Diocesi di Tempio-Ampurias per l’anno scolastico in corso

03 marzo 2024
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Olbia L’ora di religione piace agli studenti. Nell’anno scolastico 2023-2024 è stato registrato un eccellente interesse verso la materia, con una percentuale complessiva di adesione che ha raggiunto il 90,02 per cento. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Diocesi di Tempio-Ampurias. «Un indice di partecipazione che riflette un’ampia accettazione e valutazione positiva della disciplina che si inserisce nell’offerta formativa della scuola», commentano dalla Diocesi.

Esaminando le cifre per livello scolastico, emerge una continuità nell'interesse dimostrato dagli studenti e dalle famiglie. Nelle prime fasi dell'educazione, durante l'infanzia, si registra una percentuale del 93,71 per cento di adesione: un dato che testimonia l'attrattiva di questi insegnamenti fin dai primi anni di formazione. Una tendenza che viene ulteriormente confermata nella scuola primaria, dove la percentuale aumenta leggermente al 94,16 per cento. Proseguendo nel percorso educativo, gli studenti mantengono un elevato livello di interesse: nella scuola secondaria di primo grado, la partecipazione si attesta al 91,21 per cento, mentre nelle scuole superiori l’interesse rimane significativo, però in leggera flessione, fermandosi all’84,47 per cento.

«L’insegnamento della religione cattolica nel panorama scolastico italiano e anche quello ecclesiale – spiega don Gianni Satta, direttore dell'Ufficio scolastico diocesano – ha una sua unicità. Infatti, mentre per lo Stato è una disciplina come le altre, obbligatoria, per gli studenti e le famiglie, invece, va scelta. Dunque, c’è la soddisfazione della bontà dell’impegno e il suo riconoscimento pubblico. Il quale, però, non permette mai di essere definitivo, ma costantemente all’altezza e sotto osservazione. Senza permettersi nessun appagamento né rilassamento. L’ insegnante di religione infatti – conclude don Satta – è portatore di un mondo, di una vita. Tale da far pensare e dire all’alunno anche in una proposta educativa umana e intellettuale: ma lei (rivolto all’insegnante di religione) ci crede? Per dire che insegnamento e insegnante hanno una profonda relazione».

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