La Nuova Sardegna

Olbia

il canone unico patrimoniale

Caro insegne a Olbia, il Comune vince il primo round al Tar

di Giandomenico Mele
Caro insegne a Olbia, il Comune vince il primo round al Tar

Il ricorso era stato presentato da nove farmacie, il tribunale non ha sospeso il regolamento

20 marzo 2024
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Olbia Prima parziale vittoria del Comune di Olbia contro le nove farmacie che hanno presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento, previa sospensiva e adozione di idonee misure cautelari, della delibera del consiglio comunale con la quale, lo scorso novembre, era stato approvato il nuovo piano generale degli impianti pubblicitari, per la disciplina nella installazione dei mezzi pubblicitari. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto con una ordinanza la richiesta di annullamento, previa sospensione dell’efficacia, proprio della delibera del consiglio comunale con cui era stato approvato il nuovo piano.

Il Tar nella motivazione, infatti, spiega che è stata “ritenuta l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, atteso che le questioni dedotte in ricorso necessitano di un approfondimento nel merito, mentre allo stato non risulta ravvisabile alcun pregiudizio grave ed irreparabile, tenuto conto della natura meramente economica delle ragioni fatte valere in giudizio”.

Il tribunale sottolinea anche come “le ricorrenti abbiano dato atto in ricorso di essersi già attivate per la proposizione dei ricorsi relativi alle cartelle di pagamento per l’anno 2024”. Non sussisterebbero, quindi, le ragioni per la sospensione cautelare del provvedimento.

Le farmacie in questione (Farmacia Accogli sas; Farmacie Tandem sas; Farmacia 3DFarm snc; Farmacia Sanna snc; AG Farma srl; Farmacia Etzi Delitala snc; Farmacia Porto Istana snc, Farmacia San Giovanni di Gianfranco Raffaele Frongia ed Eleonora Picci snc e Farmacia Chiari dott.ssa Maria Teresa) hanno impugnato il nuovo regolamento nella misura in cui considera come insegne pubblicitarie, come tali soggette al canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, le insegne frontali indicanti la sede della farmacia poste al di sopra dell’ingresso/vetrina della farmacia stessa e la croce verde a bandiera indicante la farmacia. Il ricorso contesta la delibera del Comune anche nella misura in cui non prevedrebbe o escluderebbe la possibilità di installare l’insegna su palo, anziché unicamente a parete; nonché nella parte in cui non prevedrebbe tra le preinsegne, di cui sarebbe consentita l’installazione in quanto non aventi carattere pubblicitario, quelle indicatrici delle farmacie.

Il Comune di Olbia si è costituito in giudizio. La questione, in sostanza, riguarda proprio le norme tecniche di attuazione del “Piano generale degli impianti pubblicitari” che classificano le insegne frontali delle farmacie e le croci verdi come mezzi pubblicitari, sottoponendoli quindi al pagamento di un canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Le farmacie ritengono ingiusta tale classificazione, sostenendo che queste insegne hanno lo scopo di indicare presenza e posizione delle farmacie, piuttosto che di promuovere pubblicità commerciale. Il ricorso al tribunale amministrativo regionale punta all’annullamento della deliberazione, in modo che il Comune possa rivedere la regola che sovrintende l’installazione dei mezzi pubblicitari, in modo da riconoscere “l’importanza vitale che le insegne delle farmacie svolgono nella comunità, specialmente in termini di accessibilità e visibilità dei servizi sanitari di emergenza”.

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