La Nuova Sardegna

Olbia

Il futuro

Meno auto e più piste ciclabili: «Olbia come le città europee»

di Dario Budroni

	La nuova segnaletica a misura pedone di via Mosca (foto Vanna Sanna)
La nuova segnaletica a misura pedone di via Mosca (foto Vanna Sanna)

Il Comune fa il punto sul Piano urbano della mobilità sostenibile: «Miglioriamo la qualità della vita»

22 aprile 2024
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Olbia. La gente dovrà continuare a cambiare le sue abitudini. Dopo aver trasformato tutta Olbia in una zona 30 – una scelta di cui il sindaco Settimo Nizzi si dice per nulla pentito – l’amministrazione va avanti e si prepara a mettere in cantiere nuovi cambiamenti. L’idea è quella di proseguire sulla strada di una mobilità sempre più sostenibile per frenare l’utilizzo delle auto e favorire invece gli spostamenti a piedi e in bicicletta. È tutto scritto in quello che sta diventando il Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile: il percorso di attuazione non è ancora terminato, ma ieri al museo il Comune ha voluto fare il punto della situazione chiamando a raccolta gli studiosi e anche chi in città si occupa di aerei, navi, rotaie e trasporti su gomma. «Olbia deve andare al passo con i tempi – dice Nizzi – e confrontarsi con le città europee più avanzate. È da tempo che ci lavoriamo, chiedendo anche un po’ di sacrifici ai cittadini. Ma se si arriva a chiedere una limitazione di una specifica attività lo si fa solo per il bene di tutta la comunità». E poi ancora: «Dobbiamo favorire una migliore qualità della vita e una maggiore sicurezza. E quindi meno inquinamento, più responsabilità agli automobilisti e un vivere la città in maniera differente». A intervenire da remoto anche la nuova assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca, che si è detta contenta del fatto che «Olbia stia andando in questa direzione».

Il futuro. La strada è insomma tracciata. L’obiettivo del Comune è quello di realizzare piste ciclabili praticamente in tutti i quartieri, collegandole poi a quelle esistenti o in fase di realizzazione, e di incentivare nuove forme di organizzazione degli spazi, tra nuove segnaletiche e progetti sulla scia delle strade scolastiche. Al momento gli olbiesi che utilizzano l’auto sono poco più dell’80 per cento e l’obiettivo è di scendere al 60 per cento entro alcuni anni. Per questo si lavora per favorire sempre più il trasporto pubblico, a cominciare da quello cittadino gestito dall’Aspo, ma anche quello nelle mani di Arst e Rfi. Tra i progetti più attesi, per esempio, il collegamento ferroviario tra la stazione Olbia Terranova e l’aeroporto Costa Smeralda. Un insieme di progetti da integrare, poi, con quelli previsti dalla riqualificazione dei quartieri San Simplicio e Orgosoleddu e dal trasferimento dell’università in centro. La “bibbia” del futuro della città, per quanto riguarda la mobilità sostenibile, sarà il Pums. È stato Tito Berti Nulli, della società Sintagma, che ha realizzato piani di mobilità un po’ in tutta Italia, a fare il punto su Olbia. L’iter del Pums proseguirà nei prossimi mesi, tra studi e sopralluoghi, e i cittadini saranno chiamati a rispondere a nuovi questionari online.

Le alleanze. Il Comune non fa tutto da solo. Tra gli obiettivi del Pums c’è infatti anche quello di portare avanti il piano della mobilità sostenibile in sintonia con i progetti previsti anche da altre società, associazioni e istituzioni, cioè i vari stakeholders. Così ieri sono intervenuti Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale, Silvio Pippobello, ad di Geasar, e Salvatore Perra, vicedirettore Arst. Sono poi intervenuti Massimo Putzu, dg di Aspo, il Rup del Pums Sergio Usai e i docenti universitari Carlo Marcetti e Italo Meloni.

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