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Olbia

Musica e motori

Olbia, torna l’auto degli Ac/Dc: «Un pezzo della nostra storia»

di Dario Budroni

	Stefano "Orco" Marino (a destra) insieme al figlio Daniele
Stefano "Orco" Marino (a destra) insieme al figlio Daniele

Stefano Marino riproduce dopo anni la macchina più famosa della città. La Citroen 2 Cavalli fu il simbolo dei “metallari del ponte di ferro”

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Olbia. La ricorderete sicuramente. I più giovani magari no, ma tutti gli altri sì: una grande aquila su sfondo nero e una scritta rossa dipinta su entrambi gli sportelli. Al posto del preistorico rombo del motore sembra di sentire direttamente il suono ruvido della chitarra di Angus Young. Benvenuti a bordo dell’auto più rock di Olbia. E forse anche la più famosa. È la Citroen 2 Cavalli degli Ac/Dc, un concentrato di elettricità musicale e carrozzeria d’altri tempi che, dopo alcuni anni di stop, è magicamente tornata in pista. Per essere precisi, non è la stessa che per decenni ha fatto voltare mezza Olbia. Si tratta di un clone, ma il “padre” resta lo stesso: Stefano Marino, all’anagrafe Stephane, conosciuto anche come Orco, uno dei metallari del ponte di ferro che nel 1990 decise di sbandierare ai quattro venti la sua viscerale passione per gli Ac/Dc.

Ponte di ferro. Stefano Marino, 55 anni, è nato in Francia da genitori emigrati. Poi l’arrivo a Olbia da bambino. «Sono sempre stato un grande appassionato di Ac/Dc – racconta –. Li ascolto dal 1977, me li fece conoscere uno zio che vive in Francia. Ero molto piccolo e da allora non li ho più mollati». Una vita vissuta con un certo tipo di musica nelle orecchie, insomma. Stefano Marino, per esempio, da ragazzo faceva parte del “famigerato” gruppo dei metallari del ponte di ferro: una grossa compagnia di giovani dalle tonalità scure – per quanto riguarda l’abbigliamento – che stazionava nella zona del ponte di via Roma, che fino a qualche decennio fa era appunto di ferro e non di cemento armato. Ascoltavano tutti metal e hard rock. «Oltre gli Ac/Dc, sono sempre stato appassionato di Citroen 2 Cavalli – racconta Orco –. Così decisi di unire un po’ queste mie due grandi passioni. Era il 1990, se non ricordo male, quando la feci preparare». Carrozzeria nera, dunque, e il logo degli Ac/Dc sui fianchi. A realizzare l’opera fu il pittore Antonello Pirisi, a Olbia considerato il mago dell’aerografo, morto nel 2003 a soli 38 anni in un incidente in moto. Era molto conosciuto: con l’aerografo dipinse i caschi di mezza città, ma anche carrozzerie di auto e pure gli esterni e gli interni di alcuni locali.

La più famosa. La macchina degli Ac/Dc, unica nel suo genere, divenne presto la più famosa di Olbia. «Sì, la conoscevano praticamente tutti – racconta Marino –. Non passava certo inosservata. Nel 1996 mi ci sposai anche. Ho tanti ricordi legati a lei». Poco tempo dopo, per alcuni problemi al telaio, Stefano Marino decise però di fermare la sua vecchia auto. Nel frattempo un suo amico, Alessandro Pischedda, sempre del gruppo del ponte di ferro e storico membro della band Jolly Roger, acquistò pure lui una Citroen 2 Cavalli. La carrozzeria con le parti disegnate da Antonello Pirisi passarono quindi a lui. Fu così Alessandro Pischedda a portare avanti la tradizione della ormai leggendaria macchina degli Ac/Dc, contribuendo a renderla famosa anche tra chi, negli anni Novanta, era troppo piccolo per ricordare.

Il ritorno. Ma il tempo si è fatto sentire e anche la 2 Cavalli di Pischedda si è dovuta arrendere, fino a sparire dalla circolazione. La carrozzeria dipinta, seppur rovinata, non è stata buttata e, per adesso, alcuni pezzi sono stati recuperati. Ma Stefano Marino ha deciso di andare oltre: ha recuperato una terza 2 Cavalli e ha fatto riprodurre i disegni e le scritte originarie, ora sotto forma di adesivo. «È un clone – spiega –. Ci tenevamo a far ricomparire una macchina a cui siamo tutti molto legati. Ho deciso di dare una accelerata al progetto in occasione dei 50 anni degli Ac/Dc. Da poco sono andato a vederli a Campovolo. C’era anche Daniele, mio figlio, al quale ho trasmesso la passione». La nuova auto, dopo anni, ha fatto la sua comparsa nei giorni scorsi a Cabu Abbas, dove è andato in scena il Memorial Michele Deriu. Per tanti olbiesi è stato come un tuffo nel passato. «Ancora non può circolare – spiega Marino –, infatti a Cabu Abbas l’abbiamo portata col carroattrezzi. Ma in futuro mi piacerebbe organizzare dei city tour, per accompagnare i turisti alla scoperta della città a bordo della macchina degli Ac/Dc».

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