La Nuova Sardegna

Olbia

Crudeltà sugli animali

Olbia, cagnolina trovata senza le zampette posteriori: la storia di Giada, simbolo di resistenza

Olbia, cagnolina trovata senza le zampette posteriori: la storia di Giada, simbolo di resistenza

La Lida: «E’ stata abbandonata in campagna. Ci siamo chiesti come abbia fatto a sopravvivere»

2 MINUTI DI LETTURA





Olbia Si chiama Giada, pesa cinque chili, e quando i volontari della Lida di Olbia l’hanno vista per la prima volta non riuscivano a credere che fosse ancora viva. La cagnolina è stata trovata sola in campagna, con le zampette posteriori amputate, le ossa esposte, costretta a muoversi trascinandosi sui moncherini. Una scena difficile da reggere anche per chi è abituato a intervenire nei casi più estremi.

La sua storia è stata raccontata in un post dalla Lida, che definisce l’immagine di Giada «un grido silenzioso di sofferenza» e allo stesso tempo un esempio di forza: «Ci siamo chiesti come abbia fatto a sopravvivere da sola in quelle condizioni». Nessuno conosce ancora cosa le sia accaduto né da quanto tempo vagasse ferita nella campagna.

A dare l’allarme è stato un volontario, contattato da chi aveva notato la cagnetta spostarsi con evidente difficoltà. «Si muoveva sui moncherini, mostrando una tenacia incredibile», raccontano dal rifugio I Fratelli Minori. Le foto inviate alla Lida, guidata da Cosetta Prontu, hanno gelato i volontari: «Ci siamo sentiti paralizzati dall’impotenza e dalla tristezza, capendo che la sua vita dipendeva da un gesto di umanità».

Il recupero è avvenuto subito. E mercoledì mattina, 12 novembre, Giada è arrivata al rifugio, accolta – scrivono – «con un abbraccio d’infinito amore e premura». Adesso verrà visitata da un chirurgo ortopedico per valutare la possibilità di un intervento che le consenta di iniziare un percorso di recupero. Un cammino che sarà lungo e complesso, fatto di cure, medicazioni e adattamento, ma che la Lida si dice pronta ad affrontare «passo dopo passo».

È l’ennesimo episodio di crudeltà registrato nel territorio. Solo poche settimane fa l’associazione aveva salvato cinque cuccioli chiusi in un sacco di juta, abbandonati in una campagna olbiese e recuperati appena in tempo. Un caso che aveva suscitato forte indignazione e riacceso il dibattito sulla tutela degli animali e sulla necessità di maggiore responsabilità da parte dei proprietari.

Il messaggio della Lida, oggi, è lo stesso: Giada è una sopravvissuta. «Un esempio vivente della forza della vita, una piccola guerriera», la definiscono. Animale «speciale», uno di quelli che molti chiamano «con un angelo custode». L’associazione invita tutti a non restare indifferenti: «Ogni gesto può fare una differenza enorme. Il vostro supporto è un messaggio potente: esistono ancora speranza, compassione e amore incondizionato».

Il rifugio chiede ai cittadini di diffondere la storia della cagnetta e, per chi può, di contribuire alle cure. «Facciamo in modo che senta questo amore in ogni passo verso il suo lieto fine», si legge nel post. «Perché, nonostante tutto, Giada non ha mai smesso di lottare».

Primo Piano
Il caso

Paura nel Sassarese, bambino di due anni si allontana dall’asilo

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative