Porto Taverna, bufera sulla villa in spiaggia: «Ma non è un abuso edilizio»
Porto San Paolo, cantiere sotto accusa. Il sindaco Lai: «Intervento in regola»
Loiri Porto San Paolo Un pugno in faccia forse sì, ma un abuso edilizio sicuramente no. Almeno sino a quando le opere saranno realizzate in conformità al progetto approvato, in linea con il Puc e con la pianificazione regionale. Tanto rumore per nulla? Può darsi, eppure ha fatto gridare allo scandalo la mega villa in ri-costruzione in una delle due zone B (completamento residenziale) esistenti sulla spiaggia candida di Porto Taverna, uno dei gioielli del litorale gallurese con vista sull’isola di Tavolara. Un pezzo di paradiso terrestre dove – purtroppo – si è costruito fin dagli anni Settanta e dove ancora oggi si può ricostruire. Tutto questo spiega la presenza di un cantiere sulla spiaggia nel cuore dell’Area marina protetta, tanto grande e tanto vicino al mare da far inorridire prima diversi cittadini e poi gli ambientalisti del Grig, il Gruppo d’intervento giuridico. Alla fine la vicenda è approdata in consiglio comunale a Porto San Paolo attraverso una interrogazione presentata giusto l’altro ieri dai consiglieri comunali d’opposizione al sindaco Francesco Lai.
Chi sta costruendo cosa non è dato sapere con certezza e dovizia di particolari. Sicuramente un fabbricato per uso residenziale. Forse una maxi villa, al posto di una vecchia abitazione. Risulterebbe che i proprietari hanno anche rilevato altre costruzioni vicine, sempre all’interno della zona B. La titolarità del cantiere è in capo alla Mapo srl con sede legale a Porto Cervo. Alla Camera di commercio risulta in esercizio dal 2006 con attività nel campo immobiliare (acquisto, ristrutturazione, costruzione, valorizzazione, gestione e vendita di beni immobili di proprietà sociale). Il presidente del consiglio d’amministrazione è una commercialista olbiese, Maria Olivia Navone, mentre un consigliere è tedesco, Hans Nolte. Nella loro interrogazione i consiglieri di minoranza (Maurizio Zirottu, Elio Decandia, Francesco Carbone e Massimiliano Murrighili) hanno ricordato «che l’opera ricade in un’area tutelata da vincolo paesaggistico, nella fascia costiera di massima tutela disciplinata dal Piano paesaggistico regionale».
Non solo, gli stessi consiglieri hanno anche sottolineato «che le zone urbanistiche classificate come B devono essere obbligatoriamente comprese nel perimetro urbano e che l’area interessata dal cantiere edilizio è pure classificata come B ma non rientra nel perimetro urbano». «Una difformità – concludono i consiglieri comunali – che era stata già rilevata, eccepita e contestata in sede di discussione del Puc». Insomma, sembrerebbe uno scempio annunciato, ma così non è. Il sindaco Francesco Lai spegne sul nascere la polemica spiegando la genesi e la natura del cantiere: «Per quanto ci riguarda, è tutto in regola, in linea con la pianificazione urbanistica comunale e paesaggistica regionale, sempre che la realizzazione dell’opera sia fedele al progetto approvato, cosa che al momento non possiamo sapere». «Del resto – aggiunge il sindaco – non si tratta di una nuova costruzione, piuttosto della demolizione e ricostruzione di fabbricati esistenti sin dagli anni Settanta. A Porto Taverna esistono due zone B così classificate dal vecchio Piano di fabbricazione vecchio di decenni. È una zona fortemente antropizzata, con fabbricati di vecchissima costruzione anche al di sotto della distanza prevista dal mare. Come accade spesso, prima di gridare allo scandalo e denunciare presunti abusi edilizi basterebbe un accesso agli atti per verificare bene la situazione».
