Olbia, cucciolo ucciso con le forbici. La Lida: «Chi lo ha fatto deve pagare»
L’animale ferito a morte durante il folle pomeriggio: colpiti anche una ragazza e una guardia giurata
Olbia «Quello che è accaduto a Olbia è un atto di violenza criminale inaccettabile. Calaceo, un cucciolo di sette mesi, è stato ucciso senza alcuna ragione, da una mano armata e folle. Non è morto solo un cane: è stata colpita l’innocenza, è stata violata la sicurezza di tutti, persone e animali. Davanti a tutto questo non possiamo tacere: chi ha compiuto questi gesti deve pagare e la città deve essere protetta».
La denuncia della Lida, che gestisce il rifugio “I fratelli minori”, è durissima. L’associazione guidata da Cosetta Prontu interviene anche sui social dopo la folle sequenza di aggressioni che ieri, 10 febbraio, ha seminato panico e paura tra i cittadini. Un giovane tunisino di 26 anni armato di forbici ha infatti colpito tre volte in diversi punti della città: ha ferito una donna cinese di 39 anni in un centro massaggi di via dei Lidi, poi una guardia giurata di 45 anni davanti al supermercato Superpan in via Genova. Entrambi sono stati dimessi dal pronto soccorso del Giovanni Paolo II, l’uomo con una prognosi di sette giorni. Il piccolo Calaceo, invece, ferito all’addome, non ce l’ha fatta.
«Quando i carabinieri ci hanno contattati per un cane accoltellato - ricorda la Lida -, siamo intervenuti immediatamente. Calaceo si trovava sotto il tavolino esterno di un bar, era stato aggredito senza alcuna pietà. Un cucciolo indifeso, che non stava facendo del male a nessuno e che non poteva nemmeno comprendere cosa stesse accadendo. Solo grazie al coraggio straordinario di una donna, che ha lanciato un vaso contro l’aggressore rischiando la propria vita, Calaceo è riuscito a rifugiarsi all’interno del locale. Ma le ferite erano già gravissime. Trasportato d’urgenza alla clinica veterinaria San Francesco, tutto il personale medico ha fatto l’impossibile per salvarlo. Per un attimo abbiamo sperato: Calaceo si è rialzato, come se volesse resistere ancora. Ma era solo l’ultimo, disperato tentativo del suo piccolo corpo. I danni interni provocati dalle forbici erano irreparabili e, nonostante ogni sforzo, il suo cuore ha smesso di battere. Sette mesi di vita spezzati dalla violenza cieca - prosegue la Lida -: Calaceo non è “solo un cane”. È una vittima innocente di una follia che ha colpito un’intera comunità. Quanto accaduto dimostra che nessuno può sentirsi al sicuro se individui così pericolosi sono lasciati liberi di colpire, persone e animali, in pieno giorno. Siamo vicini con tutto il cuore alle persone ferite e alle loro famiglie. A loro va la nostra solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione. Ringraziamo la donna che, con un gesto di straordinario coraggio, ha tentato di fermare l’aggressore. Ringraziamo i carabinieri della radiomobile, guidati dal tenente colonnello Nicola Pilia, e i militari della stazione di Porto Rotondo per il loro intervento che ha permesso di bloccare l’uomo. Un ringraziamento profondo e commosso va al personale della clinica veterinaria San Francesco, che ha lottato fino all’ultimo respiro accanto a Calaceo, condividendo con noi una speranza durata pochi istanti e un dolore che resterà».
