Olbia, due rapine messe a segno in pochi giorni: gli autori finiscono in carcere
Avvenute in due distinte abitazioni, gli arresti sono scattati a pochi giorni dalla denuncia delle vittime
Olbia I carabinieri del reparto territoriale di Olbia hanno dato esecuzione, nelle ultime ore, a tre misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Tempio Pausania nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di due distinti episodi di rapina in abitazione avvenuti nel territorio olbiese tra febbraio e marzo. Il primo episodio risale al 25 febbraio scorso, quando una donna si sarebbe introdotta all’interno dell’abitazione di un’anziana residente in città, aggredendola e impossessandosi di alcuni monili in oro e di una modesta somma di denaro. L’immediato intervento dei militari della stazione carabinieri di Olbia Centro, allertati da una segnalazione al numero unico di emergenza 112, ha consentito di individuare rapidamente la presunta responsabile nelle vicinanze dell’abitazione e di recuperare la refurtiva, successivamente restituita alla persona offesa. La vittima, soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia, ha riportato lesioni giudicate guaribili in circa trenta giorni di prognosi. Su richiesta del procuratore della Repubblica di Tempio Gregorio Capasso che ha coordinato l’attività di indagine di entrambe le rapine, il gip ha disposto nei confronti della donna, Souad Llaraj, la misura cautelare degli arresti domiciliari, eseguita nella mattinata di oggi 17 marzo.
Il secondo episodio si è verificato invece lo scorso 13 marzo a Porto Rotondo, quando due uomini si sarebbero introdotti all’interno dell’abitazione di un giovane residente nella zona avanzando insistenti richieste di denaro. Al rifiuto opposto dalla vittima, i due si sarebbero impossessati del portafoglio contenente denaro contante. Nel tentativo di inseguirli, la persona offesa sarebbe stata spinta violentemente a terra, riportando lesioni personali giudicate guaribili in pochi giorni. Le immediate ricerche avviate dai militari dell’Arma avevano consentito, nell’immediatezza dei fatti, di arrestare in flagranza uno dei presunti responsabili, mentre il complice era stato denunciato in stato di libertà. I successivi approfondimenti investigativi, condotti sempre sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica, hanno quindi portato all’emissione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di entrambi gli indagati, eseguita dai carabinieri della stazione di Porto Rotondo, con il supporto della sezione operativa del reparto territoriale di Olbia.
Gli arrestati, Matteo Ladu e Petar Jovanovic, difesi dagli avvocati Dario Masala e Pietro Pittalis, si trovano nel carcere di Bancali. «I due episodi, particolarmente gravi perché consumati all’interno di abitazioni private – si legge in una nota dei carabinieri – hanno trovato una risposta investigativa rapida e concreta grazie al lavoro congiunto dei carabinieri e della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha consentito di individuare in tempi brevi i presunti responsabili e di sottoporli a misure cautelari».
