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Olbia

Tribunale

Morta nella casa sventrata dall’esplosione: il pm chiede tre condanne e un’assoluzione

Morta nella casa sventrata dall’esplosione: il pm chiede tre condanne e un’assoluzione

Nel crollo della villetta perse la vita un’anziana donna di 84 anni

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Olbia La casa sventrata dall’esplosione, la cucina devastata e tra le macerie il corpo della povera Michelina Ena. L’anziana donna, 84 anni, venne estratta viva dalle macerie e trasferita nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Sassari dove morì dopo quasi un mese di agonia per le gravi ustioni riportate nel 60 per cento del corpo. Era la mattina del 2 aprile 2015. Una violenta esplosione provocata da una fuga di gas sventrò la villetta dove la donna abitava, in via Brunelleschi. A distanza di undici anni da quella tragedia, il processo nel tribunale di Tempio per la morte della pensionata è arrivato a conclusione. Il pubblico ministero, oggi 19 marzo, ha chiesto alla giudice Federica Lunari  la condanna per tre imputati e l’assoluzione per un quarto. Sono a giudizio con l’accusa di omicidio colposo Paolo Guglielmi, di Roma, legale rappresentante della Sarda reti gas, distributore del servizio di fornitura del gas Gpl, Maria Teresa Dettori, di Sassari, legale rappresentante della Dmt, ditta installatrice dell’impianto interno di distribuzione del gas che serviva l’utenza della vittima, Gabriele Melino, di Olbia, tecnico della Dtm addetto alla verifica di tenuta dell’impianto interno di distribuzione del gas,  e Fortunato Cangemi, di Acireale, tecnico incaricato della certificazione.

Il pubblico ministero Franca Cabiddu ha chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione per Paolo Guglielmi, Gabriele Melino e Maria Teresa Dettori. Ha chiesto, invece, l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” per Fortunato Cangemi, in quanto, secondo il pm, il tecnico aveva effettuato un mero controllo documentale. Non aveva fatto nessun sopralluogo e non poteva quindi accorgersi delle mancanze dell’impianto. Una conclusione non condivisa dal difensore di parte civile, l’avvocato Antonello Desini, che rappresenta le figlie della vittima, il quale ha chiesto che venisse accertata la penale responsabilità anche di Fortunato Cangemi. Secondo il difensore è vero che il suo era stato un controllo prettamente documentale, ma avrebbe dovuto accorgersi della mancanza del certificato di idoneità dell’impianto. Di questa mancanza avrebbe dovuto avvisare la Sarda reti gas che avrebbe dovuto attivare una procedura di salvaguardia e slacciare entro 30 giorni la fornitura di gas «cosa che non è stata fatta», ha detto l’avvocato Desini. Che ha anche rimarcato come Michelina Ena sia morta tra atroci sofferenze, dopo oltre venti giorni di agonia, nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. «È stata una morte terribile – ha detto –  Aveva ustioni di terzo grado in oltre il 60 per cento del corpo». In aula erano presenti le figlie della vittima.

Il processo  proseguirà il 26 marzo con le arringhe difensive. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Agostinangelo Marras e Sara Dettori (per Maria Teresa Dettori), Carlo Selis e Stefano Deiana (per Gabriele Melino), Giovanni Azzena (per Fortunato Cangemi), Jacopo Merlini (per Guglielmi). La Sarda reti gas, assistita dall’avvocato Cesare Placanica, è stata citata in giudizio come responsabile civile per il risarcimento alle figlie della vittima. (t.s.) 

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