La Nuova Sardegna

Olbia

Violenza

Bastonate, calci e schiaffi alla compagna: condannato a 2 anni e mezzo

di Tiziana Simula
Bastonate, calci e schiaffi alla compagna: condannato a 2 anni e mezzo

Olbia, la vittima e suo figlio aiutati dal centro antiviolenza Prospettiva donna

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Olbia Schiaffi, calci, colpi di bastone sulla schiena e sulle gambe, minacce di morte. Per anni, dal 2021 al 2024, un giovane di 32 anni avrebbe maltrattato la compagna, costringendola a vivere in un clima di sopraffazione continua e violenza psicologica che spesso sfociava in aggressioni fisiche. Violenze che avvenivano anche alla presenza del figlio minore, e in alcuni episodi era il minore stesso la vittima. Un regime di vita insostenibile per la donna e il suo bambino, inserito in un contesto di dipendenza affettiva e di vulnerabilità della giovane, che si è costituita parte civile con l’avvocata Delia Serra nel processo per maltrattamenti che si è da poco concluso nel tribunale di Tempio con la condanna del suo ex compagno.

Il collegio, presieduto da Caterina Interlandi, ha condannato il 32enne, a due anni e 5 mesi di reclusione. Pena sostituita, su richiesta del suo difensore, l’avvocata Emanuela Provenzano, in lavori di pubblica utilità. Una condanna più lieve rispetto a quanto sollecitato dal pubblico ministero che aveva chiesto cinque anni di reclusione, considerato il fatto che la violenza veniva posta in essere alla presenza del minore e verso il minore. La donna non aveva mai denunciato il compagno per timore di ritorsioni e soprattutto per le continue minacce dell’uomo. Si era rivolta al centro antiviolenza “Prospettiva donna” di Olbia che ha predisposto per lei un supporto per acquisire consapevolezza e per la rielaborazione del proprio vissuto di violenza. I maltrattamenti sarebbero avvenuti in parte a Olbia e in parte a La Maddalena dove, poi, la coppia si era trasferita. Secondo le accuse della Procura di Tempio, la giovane veniva colpita spesso per futili motivi con schiaffi, calci e pugni in faccia e alle gambe. Nei suoi attacchi d’ira, l’uomo afferrava gli oggetti che trovava in casa e li scaraventava a terra, rompendoli. Tra i numerosi episodi riportati nel capo d’accusa, quello in cui l’aveva colpita con un bastone alla schiena fino a farlo rompere, continuando poi a picchiarla mentre il figlio piangeva disperato chiedendo di lasciarla stare. Più volte l’aveva minacciata di farla finire in sedia a rotelle o di ammazzare lei e il figlio facendo saltare in aria la casa col gas.

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