Allarme nelle strade di Olbia: le auto abbandonate sono centinaia
Super lavoro per la polizia locale: «Avanti con le sanzioni e le rimozioni»
Olbia Vetri rotti, ruote sbullonate e sportelli smontati e portati via. Il cimitero delle auto è diffuso e si sviluppa tra la zona industriale e il centro della città. Il fenomeno si è presto trasformato in emergenza e per il comando della polizia locale si è così aggiunta una bella e indesiderata mole di lavoro. Basta fare un giro per le vie di Olbia per rendersi conto dell’alto numero di auto totalmente abbandonate o comunque lasciate quasi a marcire ai bordi delle strade. Solo nel 2025, tra mille difficoltà, la polizia locale guidata dal comandante Giovanni Mannoni è riuscita a rimuovere 115 veicoli. Ma il caso non è certamente chiuso e sono ancora centinaia le auto che dovrebbero invece finire nei piazzali dello sfasciacarrozze. La polizia locale sta portando avanti un lungo lavoro di mappatura e di intervento per cercare di debellare il fenomeno. Perché le auto abbandonate – oltre a rappresentare un problema dal punto di vista del decoro e dell’occupazione del suolo pubblico – possono costituire una seria minaccia anche per l’ambiente.
Il fenomeno
Si trovano nelle strade del centro urbano e soprattutto in quelle della zona industriale, tra i capannoni, davanti ai negozi e anche di fronte alla pista ciclopedonale in fase di costruzione. Carcasse abbandonate che, in certi casi, si trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto. «Il nostro è un lavoro particolarmente lungo e complesso anche dal punto di vista burocratico – sottolinea il comandante Giovanni Mannoni –. Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione tra veicolo in stato di abbandono e veicolo fermo da lungo tempo ma comunque funzionante, quindi senza gli elementi essenziali per essere qualificato come rifiuto». Gli uomini e le donne della polizia locale spesso riescono a rintracciare il proprietario, invitandolo a rimuovere il veicolo per non andare incontro alla sanzione. Altre volte, invece, intervengono direttamente attraverso la rimozione, sanzionando quindi il titolare del libretto. Poi, nel frattempo, si attivano le procedure con le depositerie per arrivare alla distruzione del mezzo.
Lungo iter
«Le procedure sono molto impegnative e, per questo, siamo in contatto con la prefettura per studiare insieme dei percorsi che ci permettano di migliorare il lavoro – prosegue Giovanni Mannoni –. Dobbiamo rispettare i tempi delle notifiche e anche quelli di eventuali ricorsi. Insomma, non è un’operazione immediata quella di rimuovere e distruggere un veicolo. I cittadini ci contattano spesso e molte le volte il mezzo resta al suo posto proprio per questi motivi. In ogni caso, ci stiamo specializzando sempre di più e abbiamo anche realizzato uno studio per mappare le zone e individuare tutti i veicoli attualmente abbandonati». Infine il comandante Mannoni si rivolge direttamente a chi, per un motivo o per l’altro, decide di abbandonare la propria auto: «Ricordiamo che è preferibile pagare 200 euro per chiamare il carro attrezzi, e portare il veicolo alla demolizione, anziché pagare una sanzione decisamente più alta».
