Musica, nuova luce e vele colorate, a Tempio lo Spazio Faber riapre dopo i lavori
Ultimato l’intervento anche nella piazza realizzata da Renzo Piano
Tempio C’è voluto del tempo, e, a quanto pare, più del previsto, ma, a giudicare dalle prime impressioni, il tempo impiegato sembra essere stato ben speso. Ci riferiamo allo Spazio Faber e, soprattutto, alla piazza antistante realizzata da Renzo Piano. Grazie all’Unione dei Comuni, committente dell’opera, e al Gal Alta Gallura, ente finanziatore, la città potrà nuovamente disporre della struttura dedicata a Fabrizio De André, punto di convergenza di chi viene a Tempio per visitare la città e, in particolare, di chi la sceglie come meta pensando al cantautore genovese.
Oggi, martedì 7 aprile, la struttura è stata riaperta, a suggello della fine di un certosino intervento di ristrutturazione progettato dall’architetta Valentina Spano e coordinato dall’ingegnere Cristian Tiana. La riapertura non poteva che venir fatta a suon di musica. E così è stato grazie all’esibizione di Laura Pirrigheddu, cantante tempiese che si sta facendo conoscere dal grande pubblico grazie anche alla partecipazione a “The Voice Generation”.
«I lavori – spiega Spano – hanno riguardato la piazza e lo Spazio. Nella piazza è stata eseguita una manutenzione straordinaria, con interventi di rinnovamento e sostituzione di alcune parti, senza alterare il progetto originario di Piano. Così che oggi le matite e le vele possono riprendere a disegnare la piazza con i loro suggestivi giochi di luci e ombre. Il filo conduttore dei lavori della piazza è stato poi ripreso all’interno dell’ex mercato con quattro vele che riproducono i colori principali della piazza: blu, rosso, giallo e verde. Oggi si presenta come un nuovo ambiente, accurato e accogliente, grazie alla nuova illuminazione del porticato e al desk di accoglienza. Nel seminterrato si è deciso, invece, di tenere memoria della storia del luogo con la gigantografia di una vecchia cartolina del vecchio mercato appartenente all’archivio di Vittorio Ruggero, accompagnata da una narrazione storica dell’architetto Nicola Vasa». È stato importante l’impegno diretto di alcune figure apicali dell’Unione e del Gal: Franca Murgia, Nicola Saba e Nicola Muzzu.
Ma quale uso verrà ora fatto della struttura? «La riapertura – dice Elizabeth Vargiu, assessora comunale al Turismo – aderisce sempre alla finalità di fare della struttura un punto di informazione per turisti. Vogliamo però cercare di capire meglio come curare e valorizzare uno spazio che è diventato molto elegante e che in qualche modo è sempre più fonte di richiamo. Ci sarà sempre la possibilità di organizzare eventi e attività, come in passato, ma ora in una maniera più coordinata». C’è da dire che i tempi per eseguire i lavori non sono stati brevi. È d’accordo anche Vargiu: «È stato un intervento delicato per il grande prestigio delle vele. È servito più tempo per eseguirlo nella maniera più rispettosa possibile».
