La Nuova Sardegna

Olbia

La conferenza

Emergenza sanitaria in Gallura, arriva il cambio di passo: «Dobbiamo capire cosa serve ai cittadini» – La linea del nuovo direttore della Asl

di Stefania Puorro
Emergenza sanitaria in Gallura, arriva il cambio di passo: «Dobbiamo capire cosa serve ai cittadini» – La linea del nuovo direttore della Asl

Antonio Irione ha incontrato i sindaci e la governatrice Alessandra Todde

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Olbia «Fare squadra e condividere le scelte. Ma anche partire dai numeri, per capire davvero di cosa hanno bisogno i cittadini». Si è presentato così il nuovo direttore generale della Asl Gallura Antonio Irione alla conferenza sociosanitaria, riunita al museo archeologico con i sindaci, i sindacati e diversi medici. Un esordio che ha messo insieme metodo e visione: centralità dei dati per orientare le decisioni e la necessità di costruire un percorso condiviso, a partire dal nuovo atto aziendale che sarà rivisto con il coinvolgimento del territorio. D’accordo la presidente della Regione Alessandra Todde (che ha l’interim dell’assessorato della Sanità), che ha insistito sulla necessità di cambiare passo nel confronto. «Non più un dibattito basato su percezioni o su un elenco continuo di criticità. Non possiamo discutere solo di pancia – ha detto –. Serve appunto un metodo, serve partire da numeri chiari per poi tornare a verificarli. Solo così possiamo capire se stiamo andando avanti oppure no».

Hanno aperto gli interventi il sindaco di Tempio Gianni Addis, presidente della conferenza, e il vicepresidente Francesco Lai, sindaco di Loiri Porto San Paolo, riportando al centro le difficoltà di un sistema ormai al collasso. All’incontro hanno partecipato anche il direttore di Ares Giuseppe Pintor – che per ragioni di tempo incontrerà la conferenza in un’altra occasione – e i direttori amministrativo e sanitario della Asl Gallura, Michele Baffigo e Pietro Masia. I sindaci – da Aggius ad Aglientu, dalla Maddalena a Santa Teresa – hanno restituito una fotografia fatta di problemi ormai cronici: carenza di medici, servizi insufficienti, guardie mediche scoperte, pronto soccorso in affanno e liste d’attesa interminabili. Senza dimenticare che a Olbia, città in continua crescita, le donne vanno a partorire altrove perché non viene garantito il parto in analgesia.

Nel suo intervento, Irione ha richiamato un dato centrale: «La Sardegna è tra le regioni con la più alta percentuale di cittadini che rinunciano alle cure. E in Gallura il problema si intreccia con le caratteristiche del territorio – distanze, collegamenti, distribuzione della popolazione e forte pressione turistica – imponendo un’organizzazione costruita sui bisogni reali. Da qui l’idea di fondo: prima ancora delle soluzioni, serve capire la domanda di salute per dimensionare correttamente servizi e risorse». Il nodo principale resta quello del personale. «La carenza di medici, infermieri, tecnici e amministrativi rende fragile l’intero sistema e richiede interventi urgenti: assunzioni, stabilizzazioni e incentivi per rendere attrattive anche le aree più difficili». Particolarmente delicato è il tema della medicina territoriale. Le strutture previste dal Pnrr rischiano di non incidere se non accompagnate da personale e organizzazione adeguati. «Non basta costruire edifici – è stato il senso del ragionamento –. Bisogna garantire servizi veri».

Sul fronte dell’emergenza, il pronto soccorso resta una delle principali criticità, soprattutto dopo lo stop ai gettonisti e qui la presidente Todde ha ricordato che è stata appena «approvata una delibera, dopo aver sentito i primari, per decongestionare i reparti di emergenza urgenza». Il neo dg si è soffermato poi sull’importanza della prevenzione comunicando però «i dati in calo soprattutto sugli screening oncologici, mentre in Gallura i tumori rappresentano proprio la prima causa di morte». Nel quadro complessivo, Irione ha insistito sulla necessità di «fare rete, valorizzando le risorse disponibili e rafforzando l’integrazione tra strutture pubbliche e convenzionate». Un tema ripreso anche dalla Todde, che ha ribadito una linea chiara: «Le strutture private accreditate devono essere pienamente inserite nel sistema pubblico. Se sono convenzionate, devono rispondere ai bisogni del servizio sanitario regionale». Il riferimento è anche al Mater Olbia, indicato come «una risorsa strategica, soprattutto sul fronte oncologico».

La presidente ha poi affrontato i nodi più operativi. Sul Pnrr ha chiarito che «il Dm 77 introduce servizi aggiuntivi», mentre sugli atti aziendali ha annunciato «l’imminente approvazione delle linee guida». Sulla carenza dei medici di medicina generale, ha parlato invece di un primo passo compiuto, anche se non basta. «Quando mi sono insediata mancavano 545 medici, oggi sono 495». Il confronto si è chiuso dunque con l’impegno ad avviare una nuova fase di lavoro con il territorio. Ma dai sindaci è arrivata con chiarezza la richiesta di passare rapidamente ai fatti. E proprio su questo è tornato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi: «Abbiamo chiaro cosa non funziona, lo diciamo da anni. Ma il punto non è continuare a fare l’elenco dei problemi. Dobbiamo iniziare a risolverli, uno per uno. Decidiamo insieme da dove partire e cominciamo».

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