A Olbia il Dipartimento dell’innovazione dell’Università di Sassari: via libera del ministero
La sede futura sarà la Piattaforma tecnologica europea in zona industriale
Olbia L’ultimo sigillo arriva dal ministero dell’Università e della Ricerca. Il bollino che certifica la nascita ufficiale del Dipartimento dell’innovazione dell’Università di Sassari. La sua sede sarà al primo piano della Piattaforma tecnologica europea nella zona industriale di Olbia, ma il respiro e la prospettiva sono regionali, come centro di attrazione di investimenti e formazione accademica per i giovani provenienti da tutta l’isola e anche dalla Penisola. Un centro propulsore di conoscenza, ma anche polo formativo al servizio dell’ecosistema dell’innovazione che guarda al mondo imprenditoriale sardo, affacciato sul distretto della nautica di Cala Saccaia del Cipnes Gallura e verso le aziende capaci di puntare sul futuro. Un progetto che diventa realtà grazie all’apporto dell’ateneo sassarese, del consorzio universitario UniOlbia, del Cipnes Gallura, della Regione e del Comune di Olbia, attori che, ognuno a proprio titolo, hanno avuto un ruolo fondamentale.
I corsi di laurea
Si parte con corsi triennali e magistrali, tutti afferenti al Dipartimento dell’innovazione, dal prossimo anno accademico 2026-2027. Taglio del nastro dei corsi, dunque, a ottobre 2026, mentre per vedere la fine dei lavori e il completamento della Piattaforma tecnologica europea si dovrà attendere la fine del 2027. In attesa che sia completata la sede naturale del Dipartimento dell’innovazione, i corsi saranno ospitati tra la sede centrale di UniOlbia, in via Porto Romano, e uno stabile in corso di completamento accanto a quello che oggi ospita Scienze infermieristiche, all’interno dell’area del Mater Olbia Hospital. Un grande presente e un luminoso futuro per un’opera e un campus universitario che contano su risorse importanti messe in campo dalla Regione, rappresentata nella presentazione nella terrazza della Pte da Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e assessore a Bilancio e Programmazione. Insieme a lui il rettore dell’Università degli studi di Sassari, Gavino Mariotti; il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi; il presidente del Consorzio UniOlbia e direttore generale del Cipnes Gallura, Aldo Carta; il presidente del Cipnes, Livio Fideli. In rappresentanza dell’università anche i docenti dell’ateneo sassarese, il prorettore Pietro Pulina, Francesco Morandi, Antonio Usai e Lucia Giovanelli.
Le risorse
Una delle chiavi per lo sviluppo di un progetto storico per Olbia e tutta la Sardegna è, ovviamente, la sostenibilità economica. Da questo punto di vista il ruolo della Regione, in campo con la presidente Todde e l’assessore al Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni, resta fondamentale. In campo ci sono i 36 milioni di euro per il completamento della Piattaforma tecnologica europea nella zona industriale di Olbia e il Polo per l’innovazione, con la data di apertura fissata per la fine del 2027. C’è poi tutta la parte relativa ai finanziamenti per l’attività accademica, ma anche per i servizi e il personale docente, per le quali la Regione ha già finanziato 3,7 milioni di euro e si prepara a trovare nuovi finanziamenti per l’università diffusa. Ma il grande investimento su conoscenza e innovazione la Regione lo fa proprio con il Dipartimento dell’innovazione, con il finanziamento a regime di 3 milioni di euro l’anno per 15 anni, fino al 2041. «Parliamo di interventi per la Sardegna, dove la città di Olbia guarda al futuro dei giovani e al territorio, con una formazione che si rivolge alle imprese – sottolinea Giuseppe Meloni –. Abbiamo fatto una scommessa sul Dipartimento dell’innovazione, di cui bisogna rendere merito alla presidente Todde, lavorando in sinergia con l’università di Sassari, accogliendo le loro proposte già in fase embrionale. Un progetto nel quale hanno creduto anche il Cipnes, l’UniOlbia e il Comune di Olbia, con un lavoro di valorizzazione dell’ecosistema dell’innovazione che abbia riflessi positivi per l’intero territorio». Un’università diffusa che per il vicepresidente della Regione «rappresenta la sfida più grande contro i corsi telematici, vogliamo impedire la fuga dei cervelli dalla nostra isola e diventare attrattori di investimenti, mantenendo i giovani in Sardegna».
L’università
«Puntiamo su un Dipartimento dell’innovazione che parte da Olbia ma guarda all’intera Sardegna – conferma Gavino Mariotti –. Il programma dell’offerta formativa sarà pluridisciplinare, composto dai giuristi fino agli agronomi. Vogliamo puntare su didattica, ricerca, ma anche servizi che abbiano ricadute concrete sul territorio, contribuendo a creare quell’ecosistema dell’innovazione che si interfacci con il mondo del lavoro e le nicchie di mercato del futuro». «Per noi è il giorno in cui un sogno comincia a diventare realtà, abbiamo lavorato alacremente e in accordo con l’università per un progetto magnifico e per sviluppare una struttura importante per il nostro territorio, ma che si rivolge all’intera Sardegna – spiega Settimo Nizzi –. Da questo punto di vista è stato fondamentale il dialogo con tutti gli attori, dal Cipnes alla Regione, insieme all’università, ora lavoriamo per ultimare questa struttura e attivare i corsi di studio, per limitare l’emigrazione dei nostri giovani. È la prima volta che la città di Olbia ha un Dipartimento universitario, noi lo vediamo come un traguardo per tutta la nostra isola».
Il Cipnes
Un lavoro che ha visto in prima linea il Cipnes Gallura, insieme al consorzio universitario UniOlbia. Aldo Carta, direttore del Cipnes e presidente di UniOlbia, sottolinea ancora una volta l’importanza dell’ufficialità da parte del Miur della nascita del Dipartimento dell’innovazione. «Un passaggio non solo formale, con l’attestazione da parte del ministero della validità del progetto e della capacità organizzativa, grazie alle risorse della Regione, che non serviranno solo per la sua nascita ma gli daranno sostegno lungo il suo sviluppo, facendolo crescere nel tempo – conferma Carta –. L’offerta formativa si evolve guardando ai nuovi scenari tecnologici, al servizio del sistema produttivo e sociale del territorio e di tutta l’isola. Una sfida che passa per l’alta formazione, la ricerca, corsi di laurea, ma anche per un’offerta di servizi con dotazioni avanzate per studenti e docenti, a partire dall’housing sociale che sta nascendo con l’intervento di un investitore privato capace di guardare a investimenti strategici per la crescita». «Una giornata storica, vista all’interno di un lavoro sinergico per il futuro dei giovani, creando le condizioni per farli studiare e consentirgli di rimanere in Sardegna – conclude Livio Fideli –. La visione della Pte, con l’evoluzione dal momento della sua nascita, ci consente di inserire nel percorso economico anche la possibilità di mettere in contatto i giovani con il mondo del lavoro».
