La Nuova Sardegna

Olbia

Corte di cassazione

Collisione nave-peschereccio al largo di Capo Figari: impugnato il patteggiamento

Collisione nave-peschereccio al largo di Capo Figari: impugnato il patteggiamento

La Procura generale chiede l’annullamento della sentenza per il comandante della Sharden

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Golfo Aranci Potrebbe riaprirsi il caso della collisione tra la nave Sharden, della Compagnia italiana di navigazione, e il peschereccio Alemax II, avvenuta la notte del 10 agosto 2023 al largo di Capo Figari. Nel naufragio perse la vita il marinaio senegalese Diome Mandè, “Mandi” per i golfoarancini, mentre il comandante del peschereccio, Mario Langiu, si salvò per miracolo aggrappandosi alla zattera di salvataggio della sua barca, colata a picco. La Procura generale presso la corte d’appello di Sassari ha impugnato in Cassazione la sentenza di patteggiamento del gip del tribunale di Tempio depositata l’11 dicembre scorso, nei confronti del comandante della nave, Luigi Coppola, a cui era stata applicata la pena di 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Avevano patteggiato anche il secondo ufficiale di coperta, Mimmo Ceserale, e il marinaio timoniere, Giacomo Mereu, entrambi a 1 anno, due mesi e 20 giorni di reclusione. Pena sospesa per tutti. La Procura generale chiede alla Corte di Cassazione l’annullamento della sentenza solo per il comandante della nave, ritenendo illegale la pena base indicata per il calcolo perché inferiore ai due anni di reclusione (quella indicata in sentenza è di 1 anno e 4 mesi).

La pena applicata al comandante, insomma, risulterebbe troppo bassa trattandosi di naufragio. Se la Cassazione dovesse accogliere il ricorso della Procura generale e annullare il patteggiamento impugnato, il procedimento nei confronti di Coppola ripartirebbe dal tribunale di Tempio. L’udienza in Cassazione (quarta sezione penale), è stata fissata per il 5 giugno. Il comandante Coppola è difeso dagli avvocati Alfredo De Filippis e Lucio Della Pietra. Il patteggiamento per il comandante della nave Sharden, per il secondo ufficiale di coperta (difeso dagli avvocati Simone Vernazza e Giuseppe Altana), e per il marinaio timoniere (difeso dall’avvocato Umberto Argiolas), era stato chiuso nel dicembre scorso, a poco più di due anni dalla collisione. Il comandante del peschereccio, sopravvissuto per miracolo al naufragio, si era detto sconcertato dall’entità dei patteggiamenti. «Una morte e una vita distrutta valgono così poco?», aveva detto il 30enne, assistito dall’avvocato Michele Pilia.

Dopo la collisione con la nave, si era salvato aggrappandosi alla zattera di salvataggio della sua barca, colata a picco insieme al suo amico e marinaio Mandi. Era rimasto in mezzo al mare per circa due ore ed era stato salvato dall’equipaggio di una barca a vela. Né la famiglia del marinaio ucciso, né Mario Langiu hanno avuto diritto ad alcun risarcimento perché col patteggiamento in fase di indagini preliminari non sono ammesse parti civili. Erano da poco passate le 23 del 10 agosto 2023 quando la motonave Sharden partita da Olbia e diretta a Livorno, entrò in collisione col peschereccio Alemax II, al largo di Capo Figari. Il corpo di Mandi venne trascinato in fondo al mare insieme alla barca. Fu recuperato tre mesi e mezzo dopo, la sera del 27 novembre, a 90 metri di profondità, dai sub specializzati del Comsubin. Luigi Coppola, Mimmo Ceserale e Giacomo Mereu erano accusati di omicidio colposo, naufragio colposo e omissione di soccorso. Per il comandante della nave, la vicenda potrebbe non essere ancora chiusa. (t.s.) 

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