Rissa con la security in discoteca a Porto Cervo, la Procura di Tempio chiede il processo per Tony Effe: cosa sappiamo
Citazione diretta a giudizio per il trapper romano e altre sette persone
Porto Cervo La maxi rissa tra un gruppo di giovani e il personale della sicurezza era scoppiata il 18 agosto 2023 nella discoteca “Sanctuary”, a Porto Cervo. Calci e pugni, lancio di bicchieri, paletti e altri oggetti, quattro feriti e otto indagati in tutto dalla Procura dei Tempio, era stato il bilancio di quella notte ad alta tensione. Tra loro, il trapper romano Tony Effe, nome d’arte di Nicolò Rapisarda, 35 anni, accusato, insieme ad altre quattro persone che erano con lui, di rissa e danneggiamento per aver distrutto alcuni bicchieri, infranto la vetrata all’ingresso del locale e danneggiato i pos presenti nella cassa e i paletti di delimitazione per incanalare il flusso dei clienti. Ora, per le due fazioni che si affrontarono all’ingresso della discoteca, si prospetta l’apertura del processo. Il pubblico ministero Alessandro Bosco, che ha coordinato le indagini condotte dalla polizia di Porto Cervo, ha disposto per tutti e otto la citazione diretta a giudizio. L’udienza predibattimentale è fissata per il 10 settembre davanti alla giudice del tribunale di Tempio, Federica Lunari.
Erano circa le quattro del mattino quando scoppiò la rissa: da una parte il trapper con i suoi amici, dall’altra, gli uomini della sicurezza. Proprio la security aveva notato tra loro un giovane già noto alle forze dell’ordine e che in passato aveva creato problemi nel locale, motivo per cui gli era stato impedito l’ingresso. Si tratta di Christian Perozzi, condannato in via definitiva insieme ad altre tre persone per l’omicidio di un musicista a Roma, picchiato e morto dopo tre anni trascorsi in coma. Quel diniego avrebbe contrariato il gruppo. «Se lui non entra, ammazziamo tutti», avrebbe urlato uno di loro. Da lì, secondo la ricostruzione della Procura di Tempio, si era scatenato lo scontro con gli uomini della sicurezza. Una zuffa violenta che aveva coinvolto otto persone. Da una parte il gruppo di Tony Effe – col trapper c’erano il milanese Morgan Leonardo Moricca, i romani Christian Perozzi ed Ermes Paolantonio, e l’olbiese Gabriele Ritano, dall’altra, i tre della sicurezza, Claudio Marongiu, di Sassari, Lorenzo Mannu, di Castelsardo e il nigeriano, residente a Olbia, Alex Igho. Tutti sono accusati di rissa. Il gruppo di Tony Effe deve rispondere anche di danneggiamento.
Il gruppo di amici del trapper era stato identificato al pronto soccorso di Olbia, dov’erano andati perché feriti dopo essersi allontanati dal locale. Nello scontro erano rimasti feriti anche due addetti alla sicurezza: a Lorenzo Mannu i medici avevano assegnato oltre cento giorni di cure. «Il Sanctuary, che io rappresento, ha subìto danni ingentissimi, in quanto l’episodio ha comportato la chiusura dell'attività da parte del prefetto per 15 giorni in piena stagione estiva», commenta l’avvocato Antonello Desini che assiste la legale rappresentante della discoteca, Simona Senes, preannunciando la costituzione di parte civile nel processo. Tony Effe è difeso dall’avvocato Giuseppe Cincioni, del foro di Roma, tra gli altri difensori, gli avvocati Marco Salis e Giuseppe Corda.
