Olbia Silenzio assoluto. L’interrogatorio di Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu, accusati di omicidio nell’inchiesta della procura di Tempio sulla scomparsa di Rosa Bechere il 25 novembre del 2022. I due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere a al procuratore Alessandro Bosco hanno detto a malapena buongiorno. Aspettando l’esito di alcuni esami ancora in corso, l’interrogatorio dei due indagati è forse l’ultimo degli atti d’indagine disposti dalla Procura, segno che anche l’inchiesta bis sulla donna scomparsa e probabilmente uccisa è giunta al capolinea. Significa che il giallo di via Petta con ogni probabilità è destinato a restare tale. Un cold case per gli amanti delle serie tv, insomma.
L’interrogatorio
Questa mattina, sabato 9 maggio, l’interrogatorio dei due indagati si è svolto in sedi separate. Maria Giovanna Meloni ha fatto scena muta nella caserma dei carabinieri in via degli Astronauti. Per il compagno Giorgio Beccu, invece, l’interrogatorio si è svolto a domicilio. Cioè il procuratore Alessandro Bosco, temerario, è dovuto andare a casa di Beccu, allettato e impossibilitato a muoversi. La “casa” sarebbe il tugurio di via Pietro Aretino, praticamente una colonia felina. Così Beccu è stato trasportato di peso in giardino davanti al magistrato. Anche lui silenzio assoluto, arrivederci e grazie. Agli interrogatori erano presenti i difensori dei due indagati, gli avvocati Angelo Merlini e Giuseppe Bonomo per la Meloni, l’avvocato Giampaolo Murrighile per Beccu. Nessuno di loro ha voluto rilasciare commenti.
Cosa succede adesso
Su cosa succederà adesso si possono solo fare ipotesi. L’interrogatorio di oggi potrebbe anche essere l’ultimo atto d’indagine nell’agenda della procura. Si attende però ancora l’ esito definitivo di alcuni esami su tracce ematiche e campioni prelevati da carabinieri del Ris nell’auto e nella casa degli indagati. Indagine al capolinea, dunque? Certo è che non sembra che l’inchiesta bis riaperta dalla procura generale (dopo una prima richiesta di archiviazione) abbia aggiunto elementi nuovi e determinanti al materiale già raccolto nella prima indagine.
Resta lo sconforto dei familiari della donna scomparsa e sicuramente uccisa (assistiti dagli avvocati Abele e Cristina Cherchi ed Edoardo Morette). Tra questi c’è anche il compagno di Rosa Bechere, quel Davide Iannelli condannato all’ergastolo per l’uccisione del piccolo imprenditore Tony Cozzolino durante l’ennesima violenta lite tra vicini-nemici di casa nel condominio di via Petta. Forse nella testa degli investigatori comincia a farsi largo l’ipotesi di battere qualche altra pista alla ricerca della donna scomparsa nel nulla.