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Il caso

L’acqua del porto è torbida: «La situazione migliora, ma i monitoraggi continuano»

L’acqua del porto è torbida: «La situazione migliora, ma i monitoraggi continuano»

Santa Teresa, il Comune e la Silene intervengono sulla qualità delle acque

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Santa Teresa Il porto ancora osservato speciale. Più di un mese fa le acque erano improvvisamente diventate torbide e il Comune guidato dalla sindaca Nadia Matta, attraverso la municipalizzata Silene Multiservizi (che gestisce il porto) e con il coinvolgimento della Capitaneria, ha subito avviato analisi e monitoraggi per individuare le cause del fenomeno e verificare la qualità delle acque. Ad aver causato la colorazione anomala del mare sarebbe stata una particolare alga, ma dal Comune tengono a far sapere che i monitoraggi continuano e che la popolazione sarà costantemente informata. «Le analisi eseguite nelle diverse campagne di campionamento – spiegano dal Comune – hanno evidenziato, nella fase iniziale delle indagini e per alcuni punti di campionamento, un’elevata carica batterica. I successivi controlli hanno però mostrato un progressivo riallineamento della situazione, con un miglioramento della qualità delle acque e una successiva riduzione della presenza di batteri. Tale evoluzione appare correlata anche al naturale ripristino delle normali condizioni di salinità, elemento determinante per il riequilibrio dell’ecosistema. Nel corso delle prime indagini è stata inoltre rilevata la presenza di abbondanti cellule microalgali riconducibili al genere Prorocentrum (Dinophyceae, Dinoflagellata), la cui presenza può aver causato la colorazione anomala delle acque all’interno del porto. Questo fenomeno, conosciuto come “red tides” o “marea rossa”, può assumere colorazioni differenti, in base ai pigmenti prevalenti all’interno delle cellule microalgali».

Comune e Silene (che come direttore generale ha Paolo Faedda) proseguono i monitoraggi: «Benché la presenza delle microalghe sia marcatamente diminuita nei campionamenti più recenti, non si può escludere una loro futura ricomparsa, con le stesse o con altre specie, qualora si ripresentino condizioni favorevoli al loro proliferare, quali l’immissione di acque dolci ricche di nutrienti riconducibili ad un’elevata antropizzazione con i conseguenti scarichi, un basso idrodinamismo tipico dei porti e temperature superiori alle medie stagionali. Per tale motivo, le attività di monitoraggio e di ricerca proseguiranno nelle prossime settimane con l’obiettivo di approfondire le dinamiche che caratterizzano il fenomeno e di individuare eventuali misure di prevenzione e mitigazione. Attività che saranno svolte sempre con il supporto scientifico dell'Università di Sassari e, se fosse necessario, con il coinvolgimento di ulteriori istituti». Nelle scorse settimane, sul caso, botta e risposta tra il consigliere di minoranza (e deputato) Dario Giagoni e la sindaca Nadia Matta.

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