Olbia, in commissariato aria condizionata ancora fuori uso: negli uffici si sfiorano i 40 gradi
Inutili i tentativi di ripristino. Il Coisp: «Inaccettabile lavorare in queste condizioni»
Olbia Nel bel mezzo dell’emergenza caldo, negli uffici del commissariato e della polizia stradale, in via Copenaghen, si continua a lavorare senza aria condizionata. Il problema si trascina da anni e già lo scorso giugno i sindacati di polizia avevano fatto sentire la loro voce per denunciare l’inefficienza dell’impianto di climatizzazione. «Nonostante il primo tentativo di ripristino, si è giunti nuovamente all’originaria condizione di totale inefficienza – sottolinea Francesco Casu, segretario provinciale del Coisp –. Cambia l’anno ma la situazione è sempre la stessa: nonostante le precedenti segnalazioni e il tentativo di ripristino dell’impianto, a poche settimane dall’inizio del suo funzionamento, si è ripresentato puntuale il problema. Il sistema ha nuovamente smesso di funzionare lasciando in preda al caldo torrido gli operatori che prestano servizio all’interno degli uffici del commissariato e della polizia stradale».
«Nell’estate 2025 un collega era stato colto da malore riconducibile alle elevate temperature negli uffici – ricorda Casu –. Dobbiamo scongiurare che quest’anno non si riproponga tale problematica viste le medesime condizioni microclimatiche». Il Coisp ha segnalato la situazione di Olbia a più livelli. «Le segnalazioni riguardanti la necessità di garantire il benessere del personale son state portate avanti dalle organizzazioni sindacali della provincia anche nelle recenti riunioni semestrali per la verifica degli accordi decentrati tenutesi in Questura lo scorso martedì 28 luglio – proseguono dal Coisp –. Purtroppo, si è passati oltre la resa dei conti menzionata nella precedente segnalazione. Infatti, in aggiunta alla mancanza delle risorse finanziarie necessarie per risolvere il problema una volta per tutte, stavolta si somma anche l’infruttuoso impiego dei fondi per il tentativo di ripristino effettuato nello scorso mese di luglio. Fondi che a poco son serviti vista la rinnovata inefficienza ripresentatasi a distanza di poche settimane dall’avvio del sistema di raffrescamento».
«Parrebbe che gli impianti siano troppo vecchi e presentino problemi di varia natura pertanto, anche con interventi tampone – dice Casu –. Si corre il rischio di non risolvere il problema e di non avere alcuna garanzia dell’effettiva ristabilizzazione duratura dell’efficienza dell’impianto. Nulla di nuovo: temperature record negli uffici, valori che si accingono a raggiungere i 40 °C nelle aree maggiormente esposte al sole, e negli uffici più “freschi” temperature con valori che variano tra i 30 e 36 °C. Ad aggiungersi al problema delle temperature vi è la criticità strutturale degli uffici del commissariato e della polizia stradale, con locali del piano rialzato prevalentemente costruiti con vetrate continue e privi di finestre, che non permettono nemmeno un ricircolo con l’aereazione naturale. Proprio nei locali con tale ulteriore criticità, hanno sede la sala d’attesa del corpo di guardia e lo stesso corpo di guardia, in quest’ultimo, dove si svolge servizio continuativo h 24, sono presenti varie apparecchiature elettroniche, radio, numerosi pc e molteplici monitor della videosorveglianza che a loro volta contribuiscono ad incrementare le temperature interne. In un altro blocco del piano rialzato, sempre costruito a vetrata continua e privo di finestre, si trovano le due sale d’attesa degli uffici Pas, una dedicata agli utenti italiani, dove quotidianamente soggiornano decine e decine di persone per la presentazione e il ritiro delle istanze di passaporto, porti d’arma e pratiche di polizia amministrativa, l’altra invece destinata agli stranieri per l’acquisizione delle pratiche inerenti permessi di soggiorno. Proprio in quest’ultima sala d’attesa, nelle giornate di caldo torrido, le panchine per far accomodare gli utenti son state poste all’esterno nell’adiacente porticato per permettere ai cittadini di attendere il proprio turno in condizioni accettabili, con i colleghi che rendevano un vero e proprio servizio umanitario distribuendo acqua fresca ai cittadini stranieri che mostravano maggiore sofferenza. Sempre nel medesimo blocco, in altri uffici con vetrata continua e privi di finestre, hanno sede l’ufficio per il fotosegnalamento della polizia scientifica e l’ufficio dedicato alla stampa dei passaporti, nel quale, per la presenza dei macchinari per la laminazione dei documenti, le temperature raggiungono cifre ben oltre i trentacinque gradi con tassi di umidità che creano seri problemi al benessere termico degli operatori».
«Tutti gli uffici del commissariato e della stradale versano in uno stato di microclima critico, che secondo le giornate risulta non sopportabile già dalle prime ore della mattina – conclude Francesco Casu –. Il Coisp Sassari prende atto del fatto che l’amministrazione ha debitamente segnalato la necessità di eseguire manutenzioni ordinarie e straordinarie, ma contestualmente non possiamo accettare che ogni anno che passa lo Stato non trovi le risorse finanziarie necessarie per mettere a norma i propri stabili e non possiamo far passare come sopportabili le condizioni climatiche che vengono a crearsi negli uffici del commissariato di Olbia e della polizia stradale di Olbia, dove quotidianamente gli uomini e le donne della polizia di Stato prestano il proprio servizio per la comunità».
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