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Rent a car

Autonoleggio, è boom, ma negli aeroporti sardi i prezzi sono molto più alti del resto d’Italia – Il confronto

di Paolo Ardovino
Autonoleggio, è boom, ma negli aeroporti sardi i prezzi sono molto più alti del resto d’Italia – Il confronto

L’accesso ai veicoli in affitto è cresciuto a dismisura

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Sassari Hanno cambiato i volti degli aeroporti. Tra le corsie che portano ad arrivi e partenze ci sono loro. Coloratissimi. Nomi esterofili, giochi di parole con la parola “rent” o “noleggio”, insegne accattivanti. Sono gli autonoleggi. Sono decine in ognuno dei tre scali aeroportuali dell’isola. Dentro ai box ci sono scene da Leonardo DiCaprio in “The Wolf of Wall Street” con molto più sudore e nervosismo. Al posto dei penny stock, veicoli fiammanti. Le trattative con i clienti non fanno troppi giri: o noleggiano l’auto o restano a piedi nella speranza di beccare l’autobus, il treno o il pullman giusto. Con la paura di sprecare ore e fatica. L’alternativa è un’automobile nuovissima, performante, con aria condizionata che fa calare il polo nord nell’abitacolo mentre fuori c’è la quarta ondata di calore. Unico dettaglio: costa tantissimo. Al giorno, almeno 100 euro. Ma con copertura assicurativa base e senza optional. Anche aggiungere un secondo guidatore è un (costosissimo optional).

L’ultimo rapporto di Aniasa, l’associazione che in Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, dice che quest'anno sono circa 2 milioni le persone che tra luglio e settembre sceglieranno un’auto a noleggio per muoversi durante le vacanze. Ad agosto ogni giorno oltre 22mila clienti, tra italiani e stranieri, ritireranno un veicolo presso aeroporti, stazioni, città e località turistiche. La Sardegna, dalla sua, può dire che inciderà per una buona percentuale. Nell’isola l’accesso ai veicoli in affitto è cresciuto a dismisura di anno in anno nell’era post covid. Le postazioni, che trovano spazio principalmente negli aeroporti, aumentano a vista d’occhio. I colossi del rental car sono pochi, ma per ogni estate creano decine di marchi medio-piccoli che iniziano a operare, anche nell’isola. Vasti lotti di terreno nei quartieri dove sorgono gli aeroporti sono diventati parcheggi a cielo aperto per migliaia di auto destinate al settore del noleggio. Facendo un rapido confronto, però, la Sardegna è decisamente al di sopra delle cifre che girano sul mercato nazionale.

Una prenotazione per una berlina piuttosto sportiva e capiente o un minisuv, dal 14 al 21 agosto, sul portale “Rental cars”, messi i filtri per visualizzare solo autonoleggi affidabili e apprezzati, a Olbia costa tra i 700 e gli 800 euro. È l’offerta base. All’aeroporto di Cagliari sui 600-700 euro. Ad Alghero c’è anche un picco: 990 euro. A Catania alle stesse condizioni porti via un’auto per una settimana a 250 euro, a Bari sui 300 euro. A Genova l’auto per viaggiare verso le Cinque Terre costa tra i 180 e i 250 euro. A Roma si scende addirittura a 150 euro. I prezzi non rimangono mai uguali, ma soprattutto alla prima offerta va aggiunta la copertura assicurativa completa che garantisce zero stress al conducente se dovesse procurare danni al veicolo, ma a care spese. E ogni variabile vuole il suo prezzo. In caso di ritardi aerei e ritiro dell’auto posticipato oltre i limiti – che ogni azienda stabilisce a sua discrezione –, si paga. Un’auto a noleggio al banco, nei box di ritiri e consegne, può arrivare a costare oltre il doppio rispetto alle cifre sopracitate. Una bolla economica pronta a esplodere. E un ricatto velato, specie in Sardegna: o l’auto o i mezzi pubblici.

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