Emergenza plastica in Sardegna: la discarica di Olbia mette a disposizione nuovi spazi
La Provincia autorizza il Cipnes a utilizzare ulteriori aree per un massimo di 180 giorni
Olbia La città mette a disposizione nuovi spazi per fronteggiare l’emergenza della plastica, che da settimane coinvolge l’intera Sardegna. Con un’ordinanza firmata il 28 agosto dal presidente Settimo Nizzi, la Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna ha autorizzato temporaneamente il Cipnes Gallura a utilizzare ulteriori aree dell’impianto di Spiritu Santu per la messa in riserva di rifiuti plastici compattati. La capacità aggiuntiva potrà arrivare fino a 2.500 tonnellate e l’autorizzazione avrà una durata massima di 180 giorni.
Il provvedimento arriva nel pieno di una crisi che riguarda l’intera filiera nazionale del riciclo. Il rallentamento e l’irregolarità dei ritiri da parte di Corepla hanno progressivamente saturato le piattaforme sarde, facendo emergere il rischio concreto di interruzioni della raccolta differenziata. La stessa ordinanza provinciale sottolinea le possibili conseguenze: accumuli nelle abitazioni e negli spazi pubblici, aumento degli abbandoni e problemi di carattere ambientale, igienico-sanitario ed economico. Un'emergenza aggravata dall'insularità. La Regione il 26 agosto scorso aveva nuovamente chiesto a Corepla soluzioni strutturali, spiegando che erano già stati reperiti in Sardegna spazi aggiuntivi per circa 2.400 tonnellate, mentre venivano programmati trasferimenti della plastica verso la Penisola e all'estero. Nel sud Sardegna si lavora inoltre a un nuovo centro di selezione che potrebbe entrare in funzione entro ottobre. È in questo scenario che si inserisce l'intervento della Provincia Gallura.
Dopo il tavolo tecnico con Regione e Corepla, il Cipnes ha comunicato la disponibilità immediata di aree di Spiritu Santu normalmente destinate ad altre tipologie di rifiuti e attualmente inutilizzate. Si tratta complessivamente di circa 1.500 metri quadrati, già compresi nel perimetro autorizzato dell'impianto, accessibili ai mezzi di trasporto e movimentazione e dotati delle infrastrutture e dei presidi antincendio esistenti. Secondo la valutazione riportata negli atti, gli spazi consentono una capacità aggiuntiva stimata tra 2.000 e 2.500 tonnellate di plastica pressata in balle. La planimetria allegata all'ordinanza individua precisamente le nuove superfici all'interno della piattaforma, accanto alle aree già dedicate alla messa in riserva della plastica e alle altre sezioni dell'impianto normalmente destinate a carta e cartone, inerti e materiali lignei.
L'operazione ha carattere straordinario e temporaneo. La Provincia ha utilizzato l'articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, che consente una speciale gestione dei rifiuti in situazioni di necessità e urgenza. Il tetto delle 2.500 tonnellate dovrà comunque rispettare la reale capacità degli spazi, le distanze e le altezze previste per i cumuli e soprattutto le norme antincendio e le eventuali ulteriori prescrizioni dei vigili del fuoco. Il Cipnes Gallura dovrà, inoltre, comunicare a Provincia, Arpas e Regione l'effettiva capacità massima prima dell'utilizzo delle aree e trasmettere ogni settimana un resoconto della plastica entrata nell'impianto e di quella ritirata dai consorzi di filiera. La nuova capacità di Spiritu Santu rappresenta dunque un altro argine all'emergenza, ma non ne risolve le cause.
Già in questo mese di agosto, dove il boom di presenze turistiche e l’altissima produzione di rifiuti hanno aggravato la situazione, Regione, Province e Comuni hanno attivato nuovi stoccaggi temporanei, per impedire il blocco della raccolta. Il problema resta infatti la regolarità dei flussi in uscita, perché senza ritiri continui e adeguati anche gli spazi aggiuntivi sono destinati progressivamente a saturarsi. Per la Gallura, nel pieno di una stagione nella quale la popolazione presente aumenta enormemente per effetto dei flussi turistici, l'intervento di Spiritu Santu assume così una rilevanza che supera i confini provinciali. Olbia ha così deciso di mettere a disposizione una parte della propria capacità impiantistica per contribuire a tenere in piedi una filiera regionale che resta ancora in emergenza.
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