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Cala Moresca, il sindaco Giuseppe Fasolino sul set del film Netflix: «Qui nessun danno»

Cala Moresca, il sindaco Giuseppe Fasolino sul set del film Netflix: «Qui nessun danno»

Il primo cittadino risponde alle polemiche circolate intorno a “Un weekend da da bamboccioni”

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Golfo Aranci Il sindaco Giuseppe Fasolino ha fatto due passi a Cala Moresca con la videocamera del telefono accesa. Obiettivo: «Facciamo chiarezza». Il primo cittadino di Golfo Aranci risponde così alle polemiche e alle segnalazioni di cittadini e gruppi ambientalisti relative all’allestimento del set del film Netflix “Un weekend da bamboccioni 3” nell’area tutelata di Cala Moresca, nel paradiso naturale di Capo Figari. Fasolino parte dalla zona dove, nei giorni scorsi, ha operato una ruspa:  «Stiamo parlando di uno slargo già esistente che è stato livellato con la sabbia, almeno 200 metri prima di Cala Moresca». Per quanto riguarda la comparsa di quello che sembra un edificio, il sindaco specifica: «Muri in polistirolo che verranno rimossi dopo le scene. Questi sono i danni che, secondo alcuni, sono stati realizzati a Cala Moresca».

Poi un passaggio sulla contestata delibera comunale approvata dopo l’inizio dell’allestimento del set. «La delibera è arrivata nei giorni successivi perché nulla centra con i lavori a Cala Moresca. L’oggetto è la concessione di alcune aree per la logistica dell’organizzazione, una in piazza Cossiga e una in viale Marconi. Invito tutti a leggerla». E infine: «Come abbiamo potuto vedere, a Cala Moresca non c’è nessun divieto, ci si può arrivare tranquillamente. Gli unici divieti saranno nei giorni delle riprese, dal 6 al 9 ottobre. Questo video è per le persone in buona fede che hanno creduto in maniera ingannevole a ciò che hanno detto e scritto alcune persone faziose. Noi teniamo a Cala Moresca, rimarrà un posto intatto, il paradiso che abbiamo sempre conosciuto».

A dare man forte a Fasolino, che è anche consigliere regionale di centrodestra per i Riformatori, è stato l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, che ha così commentato il post del sindaco: «Bravo Giuseppe, la Regione lavora da anni per favorire l’arrivo in Sardegna di grandi produzioni cinematografiche nazionali e internazionali. Ora che finalmente stanno arrivando qualcuno polemizza sul nulla, al solo scopo di farli sentire ospiti sgraditi. Un po’ come qualcuno cerca di fare nei confronti dei possessori di maxi yacht, ai quali dovunque fanno ponti d’oro pur di poterli avere nei propri porti o nei propri campi boe».

Nel frattempo, però, dibattito e polemiche non si placano. Il Grig, il gruppo di intervento giuridico, nel chiedere nuovamente controlli da parte della forestale ha sottolineato che non è «dato comprendere quale sia il reale vantaggio per la collettività sarda dovuto da questa sensibile attività di manomissione di un sito costiero di grandissimo rilievo ambientale». Sulla stessa linea il gruppo Maremosso, che per primo ha sollevato il caso e che adesso risponde anche all’assessore Cuccureddu: «Il punto è chiedersi quale prezzo siamo disposti a pagare per attrarre turismo e visibilità, soprattutto quando si tratta di aree naturali protette».

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