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Olbia

La sentenza

Sul computer gli avevano trovato cento foto di minori: la consulenza informatica lo scagiona – Ecco perché

Sul computer gli avevano trovato cento foto di minori: la consulenza informatica lo scagiona – Ecco perché

L’uomo era accusato di pedopornografia

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Olbia Nel suo computer gli operanti della polizia giudiziaria avevano trovato un centinaio di foto che ritraevano minori. Per lui era scattata l’accusa di pedopornografia da parte della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari che aveva condotto le indagini. Oggi 1 ottobre il tribunale di Tempio lo ha assolto “perché il fatto non costituisce reato”. I suoi difensori, gli avvocati Jacopo Merlini e Pasquale Ramazzotti, sono riusciti a dimostrare grazie a una consulenza informatica che quelle immagini erano finite nella memoria del computer in maniera inconsapevole. Che da parte dell’imputato non c’era stata un’archiviazione voluta. I legali sono, quindi, riusciti a smontare le pesantissime accuse grazie alla propria consulenza, eseguita dal perito informatico Giancarlo Rosa. Al centro del processo celebrato davanti al giudice Tommaso Andorlini con rito abbreviato, un uomo di 46 anni, residente nell’hinterland olbiese. I fatti contestati risalgono ad alcuni anni fa, quando, era stato sottoposto a perquisizione domiciliare nell’ambito di un altro procedimento penale.

Il 46enne, infatti, in passato, era stato già sotto processo per reati sessuali ai danni di minori: una volta era stato condannato e aveva già scontato la pena, altre due volte era stato assolto. Poi, i nuovi guai con la giustizia. Durante una perquisizione domiciliare nell’ambito di uno dei procedimenti penali passati, gli operanti della polizia giudiziaria avevano sequestrato nella sua abitazione un pc portatile. Dall’analisi dei file erano saltate fuori un centinaio di fotografie di bambini catalogate dalla Dda come materiale pedopornografico. Per l’uomo era quindi scattata l’accusa di pedopornografia. I difensori avevano chiesto al giudice il rito abbreviato condizionato alla consulenza informatica. Il pubblico ministero aveva chiesto che venisse sentito a prova contraria anche il consulente della Dda. Era stato quindi disposto il confronto tra i due consulenti, quello dell’accusa e quello della difesa. Al termine del confronto, anche il pubblico ministero Sara Martino, nel formulare le richieste di pena, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato. Oggi la conclusione del processo. Il giudice ha accolto la tesi difensiva e ha assolto l’uomo. (t.s.) 

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