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Crudeltà sugli animali

Olbia, cane ucciso con due fucilate. La Lida: «Chiediamo giustizia»


	Zeus, il cane ucciso con due fucilate
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Zeus, il cane ucciso con due fucilate

Il dolore del proprietario: «Zeus era un angelo. Da quattro notti rivivo quei momenti terribili»

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Olbia «Da quattro notti non riesco a dormire. Appena chiudo gli occhi, rivivo l’orrore: quell’uomo che spara al mio cane una prima volta, poi fa tre passi e gli spara ancora, da vicino». Nel raccontare la morte del suo Zeus, la voce si spezza. Il proprietario è disperato, accanto a lui c’è la compagna. Chiedono giustizia per quanto accaduto la mattina dell’8 ottobre, in località Su Trambuccone. Al loro fianco c’è la Lida, l’associazione che gestisce il rifugio I Fratelli Minori, guidata da Cosetta Prontu, pronta a sostenerli nella battaglia legale «fino all’ultimo grado di giudizio».

«Erano le 8.30, una giornata di caccia. Avevo chiesto a un cacciatore di allontanarsi dal terreno confinante con il mio. Mi aveva risposto che pagava le tasse venatorie e che era in regola, ma alla fine si era allontanato». Il proprietario ripercorre quei momenti, prima di arrivare a quello che sarebbe successo poco più di un’ora dopo. «Avevo appena accompagnato la mia compagna al lavoro ed ero tornato a casa. Zeus era con me, l’ho fatto scendere dalla macchina e sono andato in bagno. A un certo punto ho sentito la voce di un uomo che intimava a Zeus di andarsene perché lui abbaiava per difendere il suo territorio. Ha cominciato a lanciargli delle pietre». Il racconto si ferma, il dolore torna a farsi sentire. «Sono uscito dalla finestra e l’ho visto imbracciare il fucile e sparare al mio cane per poi trascinarlo per le zampe verso un canalone. Mi sono messo a urlare e per due volte mi ha puntato il fucile contro, minacciandomi».

Poi i ricordi, tra le lacrime. «Zeus era arrivato a casa quando aveva appena tre mesi e in questi tre anni è diventato molto più di un animale da compagnia. Era dolcissimo, affettuoso. Era il nostro angelo». Dopo l’allarme sono intervenuti i carabinieri, che hanno aperto un’inchiesta sulla vicenda. La carcassa di Zeus è stata sequestrata dall’Asl Gallura per consentire l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria. « Zeus non c’è più e ci sembra impossibile. Ma giustizia per lui deve essere fatta».

La Lida ha raccolto subito la segnalazione della famiglia e ha affidato a un durissimo post sui social la propria denuncia, annunciando appunto il sostegno legale ai proprietari e la volontà di costituirsi parte civile. Parla di «un cane giustiziato con due fucilate esplose a bruciapelo» e chiede che «vengano accertate tutte le responsabilità. Nel mirino anche l’articolo 842 del Codice civile, che disciplina l’accesso dei cacciatori ai fondi altrui» e di cui la Lida chiede l’abrogazione. Nel suo intervento, l’associazione elenca le ipotesi di reato che, a suo giudizio, dovranno essere valutate: «Uccisione crudele di animale, tentato occultamento di cadavere, minaccia di morte aggravata dall’uso di armi da fuoco, lesioni e violazione di domicilio a mano armata». E annuncia: «Saremo al fianco della famiglia fino all’ultimo grado di giudizio, lo ribadiamo. E ci costituiremo parte civile pretendendo il massimo rigore della pena. Esigiamo la revoca immediata e definitiva del porto d’armi e la confisca di tutte le armi in possesso di questo individuo. I nostri animali, le nostre famiglie e le nostre terre non sono bersagli per gli sfoghi di piombo. Non faremo un solo passo indietro finché chi ha premuto quel grilletto non avrà pagato tutto». (s.p.)

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