Olbia, condotte vecchie e malfunzionanti: i liquami invadono cortile e cantine
Il caso delle palazzine ex ferrovie di via Vittorio Veneto
Olbia Non è pioggia, perché ha fatto giusto due gocce. A invadere le cantine e ad allagare il cortile è stata direttamente la fogna. È accaduto nei giorni scorsi nelle vecchie palazzine di via Vittorio Veneto, un tempo di proprietà delle ferrovie e successivamente acquistate dai privati. Sabato mattina i liquami hanno invaso le aree esterne e gli scantinati, fino a una altezza di un metro e mezzo. Un problema non di poco conto, anche dal punto di vista igienico-sanitario, per le famiglie, le imprese e gli studi dei professionisti che hanno sede nei vecchi edifici. Difficile individuare le cause e le responsabilità. Oggi, lunedì 12 ottobre, una squadra di Abbanoa ha comunque eliminato l’ostruzione nella condotta, nella zona di via Puglie, mentre la Protezione civile è intervenuta per liberare le cantine. «Un ringraziamento va alla polizia locale, che ha dimostrato grande disponibilità» sottolinea Lorenzo Manca, proprietario di uno degli appartamenti.
Quello degli ultimi giorni, comunque, è solo l’ultimo episodio di questo genere che riguarda il quartiere di San Simplicio, dove da tempo le condotte – vecchie e malfunzionanti – causano anche importanti allagamenti. Per questo, lo scorso maggio, la giunta comunale aveva incaricato il settore Lavori pubblici ad avviare uno studio in grado di riqualificare il quartiere dal punto di vista infrastrutturale. A essere interessata sarà la porzione di rione compresa tra le vie Brigata Sassari, Vittorio Veneto, Umbria, Diaz e Lombardia. «La rete fognaria – era stato scritto nella relativa delibera di giunta –, in larga parte realizzata con vecchie canalizzazioni in granito, presenta gravi carenze strutturali e funzionali, non più compatibili con le esigenze attuali di drenaggio, sicurezza igienico. La rete idrica è affetta da numerose perdite, con conseguente spreco di acqua potabile, infiltrazioni nel sottosuolo e fenomeni di smottamento e sprofondamento dei piani viabili, che compromettono la stabilità delle infrastrutture stradali».
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