La Nuova Sardegna

Oristano

Un sintetico misto ma l’erba di San Siro è di un verde diverso

di Claudio Zoccheddu
Un sintetico misto ma l’erba di San Siro è di un verde diverso

Cabras, la ditta che ha operato a Milano: «Sistemi diversi» L’assessore Cherchi: «Nessun problema di omologazione»

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CABRAS. Il caso varca il mar Tirreno. La descrizione del manto sintetico del comunale di via Tharros, in fase di realizzazione, ha raggiunto platee ben più importanti. Perlomeno dal punto di vista calcistico. Infatti la continua associazione del nuovo manto cabrarese con quello di San Siro ha fatto saltare sulla sedia chi ha realmente costruito il tappeto erboso, questo sì in sintetico misto, della Scala del calcio: «Non è la prima volta che sento questa cosa», ha detto ieri Gianni Idda, direttore dei lavori nello stadio di San Siro al momento della posa del manto sintetico misto e addetto del settore commerciale della Desso Sports System: «Il prato di San Siro l’abbiamo fatto utilizzando una tecnologia completamente diversa da quella che verrà impianta a Cabras».

In laguna, infatti, la Desso non ha mai messo piede e il comunale di via Tharros non sarà uno dei 430 impianti realizzati con la tecnologia del sintetico misto. Una tecnica d’impianto che potrà essere visibile anche durante i prossimi mondiali di calcio in Brasile, dove la Desso ha l’esclusiva. Il terreno del comunale, infatti, sarà realizzato da Gli specialisti del verde che, a quanto pare, con San Siro proprio nulla hanno a che vedere. Se non nella fantasia popolare che vorrebbe associare Cabras a Milano, perlomeno per quanto riguarda il campo di calcio.

La realtà è diversa e anche l’assessore allo sport, Simone Cherchi, non può fare a meno di ammetterlo: «Ci sono delle differenze. Il nostro sarà un campo in cui convivranno erba sintetica e erba naturale». Il brevetto del sintetico misto, infatti, è tutt’altra cosa. A San Siro, ad esempio, l’erba che entra in contatto con i piedi dei calciatori è tutta naturale. I filamenti sintetici vengono inseriti nel terreno per rafforzare le radici. A Cabras, invece, succederà un’altra cosa: «Verrà costruito un sistema drenante di base, sui cui sarà poggiato un manto sintetico molto rado – dice ancora Simone Cherchi –. Sopra il manto, poi, sarà sparsa la terra che permetterà ai filamenti d’erba naturale di affondare le radici nel terreno. Sarà una struttura che dovrebbe resistere perlomeno per quindici anni, forse venti».

A curare il campo ci penserà un operaio che seguirà un corso di formazione della ditta appaltante che, inoltre, offre un anno di manutenzione gratuita. L’ultimo scoglio, quello dell’omologazione, non preoccupa i politici. «Il campo sarà inquadrato come campo in erba naturale e non avrà bisogno di omologazione», conclude Simone Cherchi con una dichiarazione destinata a far discutere, perché smentita dall’articolo 31 del regolamento della Lega nazionale dilettanti che, infatti, afferma il contrario: «Per lo svolgimento delle gare ufficiali è richiesto un impianto di giuoco appositamente omologato – relativamente a quelli non in erba artificiale – da un fiduciario del presidente della Lega nazionale dilettanti».

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