Biblioteca e seminario on line con le “invasioni digitali”

ORISTANO. Aprire uno squarcio – digitale – su alcuni tesori nascosti del capoluogo, che tutti possono veicolare armati di passione, smartphone o tablet: le Invasioni digitali contagiano anche il...

ORISTANO. Aprire uno squarcio – digitale – su alcuni tesori nascosti del capoluogo, che tutti possono veicolare armati di passione, smartphone o tablet: le Invasioni digitali contagiano anche il capoluogo e danno appuntamento per oggi, dalle 14 alle 16, integrandosi con la più nota Monumenti aperti, aperta a invasori e non.

L’evento è organizzato da Tiziana Tirelli e Stefano Cannas, e ha lo scopo di promuovere on line il Seminario e la Biblioteca Arcivescovile della città. Se quasi tutto è stato detto sul seminario, molto resta ancora da dire sulla Biblioteca nella quale sono conservati circa 25mila volumi tra i quali importantissime cinquecentine (circa 300) seicentine (700) e 3600 settecentine. Diversamente da ciò che si potrebbe pensare, meno della metà delle opere presenti nella Biblioteca Arcivescovile sono di carattere ecclesiastico.

Meritano una citazione a parte la Bibbia poliglotta (in ebraico e greco oltre che nella versione samaritana siriaca arabica caldaica) e la seconda edizione della Enciclopedia delle scienze e dei mestieri pubblicata da Diderot e D'Alambert stampata in Toscana tra il 1758 e il 1766.

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