Lancio di missili a Capo Frasca, incendiati 32 ettari: dure reazioni in Sardegna

L’aeronautica smentisce la Regione, ma esponenti politici chiedono le dimissioni del ministro della Difesa

ARBUS. Le esplosioni all’interno del poligono di Capo Frasca, durante l’incendio provocato ieri dalle esercitazioni militari in corso, ci sono state. Stando alla ricostruzione degli uomini del Corpo forestale regionale - intervenuti nel territorio di Arbus (Medio Campidano) per spegnere il rogo che ha distrutto ben 32 ettari di macchia mediterranea, secondo il dato più aggiornato - il fuoco è stato originato dalle scintille provocate dall’impatto sul terreno di un colpo inerte lanciato sul terreno durante le esercitazioni. Ma poi l’incendio che ne è scaturito ha causato una serie di esplosioni, tanto che le operazioni antincendio sono dovute proseguire solo attraverso mezzi aerei. L’Aeronautica militare sostiene, però, che lo spegnimento è stato affidato a un elicottero, data «l’inaccessibilità dei luoghi».

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Cappellacci chiede le dimissioni del ministro. «Il ministro Pinotti ha un solo modo per scusarsi con la Sardegna per il grave episodio di Capo Frasca: dimettersi». Lo afferma l'ex presidente della Regione e consigliere di Forza Italia, Ugo Cappellacci. «Ancora fresco il ricordo della sua recente missione balnear-istituzionale nell'isola - osserva Cappellacci - in cui ha dichiarato che nella sostanza il Governo se ne infischia delle richieste della Sardegna. Ribadiamo la necessità che le decisioni sulle servitù siano prese in una conferenza regionale, da convocare in Sardegna, con la piena partecipazione della Regione e dei Comuni. Non siamo antimilitaristi e non ce l'abbiamo con gli uomini e le donne che portano la divisa e servono la patria prosegue l'ex governatore sardo - la nostra rabbia è tutta indirizzata verso politici e burocrati che ancora non vogliono capire che le servitù devono essere radicalmente ridimensionate e che le decisioni devono essere prese con chi rappresenta il territorio. La Pinotti ora tolga il disturbo e lasci spazio a persone più competenti e più inclini al dialogo».

I missili provocano un incendio a Capo Frasca. Pigliaru: "Fatto inaccettabile"

Gli indipendentisti annunciano manifestazioni. I sardi che contestano l’abnorme presenza di servitù militari nell’isola (circa il 65% di quelle che gravano sull’intero territorio nazionale), movimenti antimilitaristi e indipendentisti cominceranno da domani un settembre di protesta e manifestazioni. «Appuntamenti rovesciatavolo» li definisce Bustianu Cumpostu, coordinatore di Sni-Sardigna Natzione Indipendentzia, annunciati nei giorni scorsi, ben prima che l’incendio scoppiato ieri nel poligono di Capo Frasca durante le contestate esercitazioni in piena stagione turistica contribuisse a incrementare un’indignazione già molto diffusa nell’isola. Si comincia domani alle 10 al poligono di Tiro del Lago Omodeo, a Sorradile, per contestare le attività di addestramento dei Caip di Abbasanta (Oristano).

L'iRS chiede il blocco delle esercitazioni militari. iRS ribadisce fermamente la necessità di un immediato blocco delle esercitazioni militari e di un intervento forte e chiaro della Giunta e di tutto il Consiglio Regionale, affinché si apra concretamente il tavolo di trattativa per la dismissione dei poligoni e la bonifica delle aree degradate. Inoltre iRS chiede che venga effettuata un'ispezione da parte degli organi regionali preposti affinché venga fatta luce su quanto accaduto a Capo Frasca e sulle procedure di intervento messe in atto per spegnere l'incendio.

Il presidente delle Acli Sardegna: “Prezzo troppo alto”. «Si parla di 30 ettari di macchia mediterranea pregiata bruciata a Capo Frasca durante le esercitazioni militari. Se le notizie e le responsabilità fossero accertate, si tratterebbe dell'ennesima conferma del fatto che la Sardegna, per garantire la difesa dello Stato, sta pagando un prezzo troppo alto». Lo afferma il presidente delle Acli della Sardegna, Fabio Meloni, auspicando che sia fatta chiarezza sulla vicenda, nel rispetto del popolo sardo. «È inaccettabile che, oltre all'occupazione di un territorio a vocazione turistica - osserva Meloni - non solo vengano effettuate esercitazioni in piena stagione balneare, ma tali esercitazioni causino addirittura danni ambientali al territorio». «Gli impegni assunti con il ministero della Difesa - conclude il presidente regionale delle Acli - non devono in alcun modo pregiudicare la sicurezza della popolazione, nè compromettere la tutela del territorio».

Pittalis (Forza Italia): “Pigliaru da che parte sta?”. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale, Pietro Pittalis, attacca il presidente della Regione Francesco Pigliaru sulla questione delle servitù militari, ritornando anche sulla contestata visita del ministro della Difesa ad agosto in Sardegna. «Ci faccia capire se è ancora sulla strada intrapresa all’inizio della legislatura o se, invece, per ragioni di partito, ha cambiato idea e avviato una silenziosa retromarcia. Su questa battaglia noi andremo avanti, fino a quando non ci sarà una conferenza regionale sulle servitù. Pigliaru da che parte si schiera?».

La versione dell’Aeronautica militare. L’Aeronautica militare smentisce stamane quanto riferito dalla Regione Sardegna ieri a proposito delle fasi di spegnimento dell’incendio scoppiato ieri pomeriggio durante un’esercitazione nel poligono di Capo Frasca e che ha percorso 25 ettari di macchia mediterranea. «Alle 14 circa il personale del corpo forestale, costituito da due unità, si è presentato sul sedime con un singolo mezzo sprovvisto di sistemi di estinzione ed è stato prontamente accompagnato dal personale di servizio sulle aree oggetto dell’incendio, da dove sono state coordinate le operazioni aeree», sostiene l’Ufficio comando pubblica informazione della base di Decimomannu (Cagliari), precisando che tra Forestale e Aeronautica, c’è stata «massima collaborazione». La versione della presidenza della Regione è tutt’altra: «I vertici del Corpo forestale hanno riferito alla presidenza che il personale del poligono si è rifiutato di accompagnare a terra la squadra del Corpo, come esplicitamente richiesto per evitare le aree di rischio», riferiva ieri la Regione. «La squadra è comunque entrata, ma si è dovuta ritirare quando sono avvenute nuove deflagrazioni a circa 50 metri dai mezzi». A questo proposito, l’Aeronautica precisa che «durante il corso delle operazioni, in una delle aree interessate dalle fiamme, è stata innescata una fumata da segnalazione che ha sviluppato un lampo e rilasciato una modesta quantità di fumo senza alcuna esplosione». «L’evento», prosegue il comunicato ufficiale, «ha destato un’iniziale preoccupazione subito dissipata dalle spiegazioni del personale esperto di armamento dell’Aeronautica militare presente in situ». Su almeno un punto le due versioni concordano: le operazioni di spegnimento sono state affidate a un singolo elicottero, «causa inaccessibilità dei luoghi», secondo l’Aeronautica, la quale aggiunge che sono stati impiegati anche un mezzo di trasporto e due uomini e che l’attività si è conclusa alle 18.45.

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