La Nuova Sardegna

Oristano

Comune, dirigente chiede 330mila euro

di Enrico Carta
Comune, dirigente chiede 330mila euro

Decreto ingiuntivo della funzionaria Daniela Sistigu reintegrata dopo una causa di lavoro. L’ente farà opposizione

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ORISTANO. Una tegola da 330mila euro potrebbe colpire e mandare ko il Comune. Nei giorni scorsi la dipendente Daniela Sistigu ha infatti presentato all’amministrazione un decreto ingiuntivo. Per i non avvezzi alle terminologie tecniche, quella è niente più che la richiesta di pagamento di un danno che la funzionaria ritiene di aver subito in seguito alla sua travagliata storia con l’amministrazione comunale. Un danno , appunto, da 330mila euro.

L’ente ovviamente si opporrà alla richiesta della propria dirigente e questo avrà l’effetto di sospendere temporaneamente gli effetti del decreto ingiuntivo. Una volta che il giudice valuterà chi tra le controparti abbia ragione, si capirà se per davvero quei soldi usciranno dalle casse dell’ente andando a gravare ulteriormente sulle tasche dei poveri cittadini che pagheranno un pasticcio confezionato in più atti al pari di una recita teatrale tragicomica. Tutto inizia nel 2006, quando la giunta Barberio le affidò l’incarico per guidare l’Area amministrativa, l’area del Personale e dei Servizi informativi. Nel 2008, appena si insediò Angela Nonnis, il nuovo primo cittadino rinnovò l’incarico, il secondo a tempo determinato, alla dottoressa Daniela Sistigu. Nel frattempo, il Comune aveva indetto un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di un nuovo dirigente. Daniela Sistigu aveva deciso di partecipare, ma nel 2007 l’allora segretario generale del Comune, Lorenzo Moretti, sospese tutti i concorsi banditi e questo provvedimento aprì la strada alla causa di lavoro che Daniela Sistigu intentò al Comune. Quest’ultima, tra le altre cose, ha sempre ritenuto fuori legge anche i termini con cui era stato strutturato il contratto semestrale che le era stato confezionato: ci sarebbero stati degli errori non solo formali, perché le clausole indicate erano quelle di chi viene assunto con contratto triennale. Se non è un pasticcio, viene difficile trovare un altro termine adeguato e non scurrile per sintetizzare al massimo la vicenda.

L’amministrazione, non senza attriti, in particolare tra l’assessore Giuseppina Uda (contraria) e l’attuale segretario generale Luigi Mele (favorevole), decise il reintegro qualche mese fa. Si sperava che quella decisione comunque chetasse le voglie di rivalsa della funzionaria nei confronti del Comune, invece questo non è accaduto e così, tra danni morali subiti e la richiesta di pagamento delle spettanze che non le sarebbero state mai corrisposte, Daniela Sistigu ha notificato tramite i suoi legali il decreto ingiuntivo.

Il rischio, più che concreto, è che l’amministrazione comunale si trovi a breve a dover pagare quel tesoretto da 330mila euro in un momento in cui, tra tagli e finanziamenti che non arrivano più come qualche anno fa, si sia costretti a fare gli equilibristi per far quadrare i conti e garantire i servizi. Oppure la soluzione sarà un’altra: spalmare il debito del pasticcio in più atti tra tutti i cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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