Il giubileo delle confraternite

Si sono riunite domenica e hanno sfilato in processione

ORISTANO. È stato il più colorato giubileo tra quelli finora celebrati in Cattedrale. Paludati in essenziali sai francescani, accompagnati da stendardi, labari e insegne religiose, quattrocento confratelli e consorelle, in rappresentanza di quarantacinque confrarias provenienti da tutta la diocesi, hanno sfilato in silenzio domenica pomeriggio dalla chiesa di San Sebastiano fino al duomo, per il loro speciale anno santo della misericordia.

Formano lo zoccolo duro della tradizione cattolica oristanese, «l’ospedale da campo» che apre i reparti ogni volta che c’è un’emergenza spirituale da affrontare. Una presenza che l’arcivescovo vuole ancor più partecipata. I pilastri fondamentali sono quelli fissati dalla pietà popolare – organizzazione dei riti della settimana santa e accompagnamento dei defunti – sui quali monsignor Ignazio Sanna ha chiesto di innestare le quattordici opere di misericordia materiale e spirituale.

I confratelli del Rosario del Carmine, delle Anime del Purgatorio, del Santissimo Nome di Gesù, solo per indicarne alcuni, si sono dati appuntamento nel salone della chiesa di san Sebastiano per l’annuale convegno delle confraternite, un appuntamento iniziato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, dal vescovo Piergiuliano Tiddia per dare unità d’intenti a un mondo di devozione popolare tradizionale presente in quasi tutte le 85 parrocchie della diocesi arborense.

Primo tassello per un organico coordinamento è la conoscenza della storia delle confraternite, domenica scorsa documentata dallo storico delle tradizioni religiose, Raffaele Cau. «Con il nostro delegato diocesano, don Gabriele Cossu – dice Sandro Leoni, responsabile della ricostituita confraternita oristanese delle Anime del Purgatorio –, abbiamo in programma la nomina di una consulta permanente dei priori per fare rete delle esperienze e dei programmi realizzati nelle parrocchie e nelle realtà locali».

Monsignor Sanna ha sollecitato is confrarias, moderne sentinelle della pietà popolare, a un impegno molto più marcato nell’orizzonte della misericordia e nel tessuto connettivo della società.

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