La Nuova Sardegna

Oristano

Referendum su Abbanoa inammissibile

di Roberto Petretto
Referendum su Abbanoa inammissibile

Il parere dell’Avvocatura dello Stato concorda con quelli del segretario del Comune e del direttore dell’Egas

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ORISTANO. Il referendum comunale su Abbanoa? Non si può fare. Questo, in sostanza, il parere del responsabile distrettuale dell’avvocatura dello Stato, Francesco Caput, consultato dal direttore generale dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna, Paolo Porcu. L’avvocato dello Stato condivide la posizione preannunciata dal segretario generale del Comune, Luigi Mele, e reputa il quesito referendario proposto “inammissibile”.

Le motivazioni di questa inammissibilità sono le stesse elencate dal direttore di Egas in un parere inviato al Comune alla fine di luglio. È utile ricordare che l’Egas è stato costituito «per l’esercizio delle funzioni in materia di organizzazione del servizio idrico integrato quale servizio pubblico di interesse generale», secondo quanto recita lo statuto.

Il direttore generale ricorda che in Sardegna «il Servizio idrico integrato è organizzato in un unico Ambito ottimale la cui gestione è stata affidata alla società Abbanoa Spa con il riconoscimento di tre gestioni autonome». Il Comune di Oristano non ha i «requisiti che la legge richiede per provvedere in proprio all’affidamento o alla gestione diretta del Servizio idrico e che potrebbero esonerarlo dall’aderire alla gestione obbligatoria».

Quindi, secondo l’Egas, «allo stato attuale un eventuale referendum propositivo della gestione diretta del Servizio idrico da parte del Comune, autonoma rispetto a quella riconosciuta al gestore Abbanoa Spa, contrasta con quanto disciplinato a livello nazionale e recepito a livello regionale».

Su questa linea anche l’avvocatura dello Stato. L'oggetto del quesito referendario, presentato il 25 luglio dal comitato promotore recita testualmente: “Volete voi che il Comune adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie affinché Oristano possa gestire direttamente il servizio idrico?”.

Il sindaco avrebbe dovuto convocare il consiglio comunale entro domani per il pronunciamento dell’assemblea sull’ammissibilità del quesito referendario. Non lo ha fatto, probabilmente in conseguenza della crisi politica esplosa con la mancata approvazione degli equilibri di bilancio, della quale ancora non si intravede l’epilogo.

L’iter per il referendum è stato avviato da un comitato promotore (di cui fanno parte diversi consiglieri d’opposizione), «così come prevede il Regolamento approvato qualche giorno fa dal Consiglio comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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