Campo Tharros da incubo: l’impianto degli “orrori”

Terminati i lavori da 200mila euro rimangono tutte le brutture della struttura Gli spettatori accolti tra cumuli di spazzatura e bagni inutilizzabili da anni

ORISTANO. Rifiuti dappertutto e servizi igienici impraticabili. È un campo Tharros da incubo quello che domenica scorsa ha accolto i fedelissimi arrivati al Comunale per salutare il ritorno dei biancorossi nel loro storico terreno di gioco dopo il breve esilio al Centro federale di Sa Rodia, necessario per consentire il completamento dei lavori di riqualificazione e messa a norma dell’impianto di via Consolini.

Chi si era illuso di ritrovarsi in un campo finalmente anche a misura di spettatore si è dovuto subito ricredere di brutto. I lavori per i quali il Comune aveva a disposizione ben 200mila euro hanno riguardato infatti solo il terreno di gioco, che è stato spostato di un metro o poco più verso la tribuna scoperta sul lato di via Consolini e che ora può contare su una recinzione tutta nuova e a prova di invasione di campo.

Chi aveva sperato o immaginato che l’occasione sarebbe stata buona per sistemare finalmente i servizi igienici riservati agli spettatori e fare un po’ di pulizie dietro le tribune c’è rimasto davvero male. A chi ha varcato il cancello di via Consolini sono bastati uno sguardo a destra e uno a sinistra per capire che niente era cambiato rispetto al passato. Mucchi di rifiuti dappertutto, compresi elettrodomestici e ingombranti. Rispetto a una qualsiasi delle tante discariche che si possono trovare in ogni strada di campagna appena fuori dalla città mancano solo i materassi. Per il resto tra il muro di cinta e la parete verticale della tribuna scoperta c’è davvero un po’ di tutto.

Dietro la tribuna coperta lo scandalo e l’orrore dei servizi igienici. Porte sfondate e bagni ridotti a letamaio. In quello degli uomini, tra orinatoi e wc incrostati e circondati da rifiuti ci sono anche i resti di quello che sembrerebbe un impianto di amplificazione con fili elettrici volanti che si spera non siano collegati alla rete. In condizioni pietose e ancor più off limits i bagni teoricamente riservati alle donne. Altro che primi in Sardegna e a metà classifica in Italia per qualità della vita. Allo “Stadio comunale” – così c’è scritto sui vecchi cartelli stradali messi in via Cagliari dal Comune per aiutare i tifosi ospiti a raggiungere l’impianto – i bisogni sono vietatissimi a meno di tornare indietro di 40 anni fa, quando il muro di cinta diventava un orinatoio.

Nullaosta invece per lo svolgimento delle partite di campionato. La Lega detta regole tassative per quanto riguarda docce e servizi igienici per la terna arbitrale e le squadre in campo. Recinzione a parte, dei tifosi si disinteressa completamente, così come ha fatto finora del resto anche il Comune.

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