La minaccia cagliaritana sull’università

L’assemblea pubblica per la questione dell’affitto dei locali: spunta un vero nemico, la rimodulazione dei corsi

ORISTANO. Alla fine sono rimasti tutti fermi sulle proprie posizioni. Chi si attendeva novità dall’esito dell’assemblea convocata ieri pomeriggio dal Consorzio Uno per discutere dell’ordinanza di sgombero dei locali del Chiostro inviata dalla Provincia all’Università, probabilmente è rimasto deluso. Da una parte il presidente del Consorzio, Gianvalerio Sanna, deciso a non recedere di un millimetro dalle decisioni assunte dal Cda: niente sgombero e niente canone di locazione da pagare (178mila euro all’anno, è la cifra richiesta dalla Provincia) in quanto non dovuto. Dall’altra, Massimo Torrente, amministratore straordinario della Provincia, per nulla disposto a indossare i panni del liquidatore dell’università, che, oltre ad annunciare la prossima uscita dell’ente dal Consorzio Uno, ha ribadito la correttezza dell’azione «Che non ha lo scopo di cancellare questa realtà, ma è l’epilogo di un anno e mezzo di mancato dialogo».

Nel mezzo di questa diatriba politico amministrava ci sono però gli studenti: 810 per quest’anno accademico, dei quali, 203 matricole. Se tutto potesse essere riconducibile a una difficoltà di comunicazione fra i vertici delle istituzioni, non sarebbe fantasioso immaginare che alla fine, anche questo comunque grave contenzioso, possa essere risolto e che i quattro corsi e la scuola di specializzazione universitari a Oristano non avrebbero nulla da temere. Altre ombre incombono, invece, sul futuro di una realtà accademica considerata d’eccellenza se non altro per via di quella statistica che la porta ai vertici delle università isolane per la possibilità di collocazione nel mondo del lavoro dei suoi laureati. L’università di Cagliari, che assieme all’ateneo di Sassari assicura l’attività didattica del Consorzio Uno, vuole rivedere la convenzione stipulata vent’anni fa. Il magnifico rettore, Angela Del Zompo, ha infatti convocato il Consorzio per il 7 febbraio. All’ordine del giorno, la rimodulazione dei corsi. «L’obbiettivo è liberare alcuni docenti che attualmente insegnano a Oristano per destinarli a due nuovi corsi magistrali, nel campo dell’economia turistica e della biotecnologia farmaceutica da istituire a Cagliari – ha detto Gianvalerio Sanna –. Siamo decisi a resistere: non solo perché fortemente contrari a indebolire l’attuale offerta formativa del Consorzio Uno, ma anzi siamo già alla ricerca di nuovi partner privati che possano finanziare l’istituzione a Oristano dei corsi magistrali. Il nostro compito – ha concluso – è quello di tutelare il territorio e assicurare il diritto allo studio in questa provincia».

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