Studenti, dipendenti e docenti sollevano le barricate

ORISTANO. «L’università è il cuore di Oristano: se non ci fosse stata, io e altri ragazzi, non avremmo avuto l’opportunità di proseguire gli studi ma soprattutto di vedere aprire nuovi orizzonti per...

ORISTANO. «L’università è il cuore di Oristano: se non ci fosse stata, io e altri ragazzi, non avremmo avuto l’opportunità di proseguire gli studi ma soprattutto di vedere aprire nuovi orizzonti per il futuro». Annalisa Del Pin, l’unica studentessa a prendere la parola, ha un piglio passionario. Strappa un lungo applauso quando terminando il suo breve intervento dice: «Forse vi fa paura che questi ragazzi studino, si preparino e vi sostituiscano». Che l’università a Oristano sia ormai una realtà irrinunciabile lo ribadiscono anche i dipendenti. Francesco Asquer, il direttore generale, apre i lavori dicendosi «commosso per tanta partecipazione». Spetta poi ai docenti prendere il microfono. Giuseppe Melis, professore di marketing, sottolinea il ruolo fondamentale che il Consorzio Uno svolge per quello che definisce «il diritto del territorio alla sopravvivenza», ricordando come la scelta su Oristano sia stata strategica per contrastare il record di abbandoni scolastici e il bassissimo numero di laureati. Raimondo Zucca, direttore della scuola di specializzazione di archeologia subacquea Nesiotikà ha sottolineato come l’attività accademica abbia proiettato Oristano in uno scenario internazionale. (m.c.)

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