Due soli bambini iscritti, a rischio l’asilo nido di Silì

Poche richieste dalle famiglie ed esodo verso altre strutture comunali Sindaco e assessore tentano la mediazione per scongiurare la chiusura

ORISTANO. Si potrebbe dire che manca la materia prima e in assenza di essa, il motore resta senza benzina. L’asilo di Silì rischia la chiusura per carenza di bambini. Quando mancano pochissime settimane all’inizio del nuovo anno scolastico solo due sono i piccoli iscritti pronti a frequentare l’asilo nido nei locali della frazione. Così ieri il sindaco Andrea Lutzu e l’assessore ai Servizi sociali, Gianna De Lorenzo, hanno iniziato la lunga via della mediazione per scongiurare la chiusura dell’ennesimo servizio pubblico. In via Martiri del Congo hanno incontrato le famiglie residenti nella frazione, ma al momento l’operazione sembra destinata a schiantarsi contro l’impietosa legge dei numeri. «Sono quelli fotografati dall’analisi effettuata dagli uffici comunali – osservano Andrea Lutzu e Gianna De Lorenzo –. A Silì i bambini che potenzialmente potrebbero accedere al servizio sono 25, ma solo per 11 di loro è stata presentata la domanda. Per gli altri 14 le famiglie hanno trovato altre soluzioni». Il problema è che degli undici che hanno presentato la domanda una è arrivata fuori termine, due sono in liste d’attesa e altre sei richieste sono state avanzate per altri asili comunali al di fuori di Silì che evidentemente non è una scelta gradita o comoda per i genitori. Basta fare una non complicata sottrazione e si capisce subito che l’asilo dovrebbe restare aperto per due soli bambini. Un po’ poco. Troppo poco.

«Abbiamo invitato le famiglie a un incontro pubblico per affrontare il problema – proseguono il sindaco e l’assessore –. Abbiamo incontrato alcune mamme e insieme abbiamo ragionato sulle possibili soluzioni per scongiurare la chiusura del servizio, tenendo conto del fatto, però, che per funzionare al meglio l’asilo dovrebbe contare su una ventina di bambini. In realtà, già dal momento della sua apertura questa soglia non veniva raggiunta». La giunta Tendas aveva però deciso ugualmente di tenere aperta la struttura nonostante i numeri non lo giustificassero. Un anno fa i bambini erano otto, ma la scelta fu fatta per mantenere vivo un servizio in una frazione che rischiava altrimenti di perdere l’ennesima tessera di un mosaico sempre più in smantellamento.

«Siamo convinti che la struttura serva alla frazione, ma il bisogno deve emergere in primo luogo dalle famiglie residenti, in caso contrario è evidente che il problema sia non solo di natura economica, ma anche di efficacia del servizio – concludono il sindaco e l’assessore –. Nelle prossime settimane verificheremo soluzioni alternative e poi decideremo come procedere, nel rispetto delle esigenze delle famiglie e dei bambini, ma anche dell’efficacia del servizio».

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