Vite in polvere, un investigatore spiega la lotta alla droga

BOSA. La lotta alle dipendenze da stupefacenti passa attraverso una continua e attenta opera di prevenzione. E chi meglio di Angelo Langè, investigatore della Polizia impegnato nella Squadra Mobile...

BOSA. La lotta alle dipendenze da stupefacenti passa attraverso una continua e attenta opera di prevenzione. E chi meglio di Angelo Langè, investigatore della Polizia impegnato nella Squadra Mobile di Milano, può raccontare l’inferno che si nasconde nel mondo dello spaccio e della tossicodipendenza? Così il Rotary Club di Bosa, presieduto quest’anno da Leonardo Galleri, nell’ambito delle attività nel sociale, ha organizzato ieri e oggi grazie alla collaborazione dell’Istituto di istruzione superiore Pischedda di Bosa, due incontri dibattito, a cui sono stati invitati i ragazzi delle ultime classi della scuola. Angelo Langè racconterà la sua lunga esperienza, professionale ma soprattutto umana, di lotta in prima fila contro gli spacciatori, descrivendo il difficile mondo della tossicodipendenza, da cui purtroppo non sono immuni anche isole solo apparentemente felici come la Planargia e la Sardegna. Nato a Seriate, in provincia di Bergamo, nel 1967 Langè a diciotto anni è entrato in Polizia e si è trasferito a Milano, dove è ancora in servizio. E’ autore del libro “ Vite in polvere” in cui racconta momenti della sua vita di “sbirro“ e vicende di personaggi legati al mondo della droga. Ha portato la sua testimonianza di poliziotto antidroga nel docu-film “Cocaina” del 2007, con la regia di Roberto Burchielli. E’ stato inoltre coprotagonista insieme a Roul Bova nel film “Sbirri”, dello stesso regista. Gli incontri prenderanno avvio dalle 10.30 nell’auditorium del Liceo, nel viale Alghero. In apertura è prevista una breve presentazione di Angelo Langè da parte del professor Giacomo Merlo, che cura insieme all’uomo in divisa, un progetto che viaggia per le scuole d’Italia. (al.fa.)

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