Progetto Ivi nella Pineta, ambientalisti non convinti

L’investimento a Torre Grande attende solo il via libera della Regione Le bonifiche e la pulizia dell’area alberata sono stati già avviati

ORISTANO. È partito in sordina, ma gli animi si sono scaldati quando a prednere la parola sono stati i residenti. L’incontro per la presentazione degli impatti ambientali della Ivi petrolifera, tenutosi ieri al Hospitalis Sancti Antoni, non ha avvicinato le posizioni delle due parti. Chi ha voluto l’investimento e chi ha ripetuto che «la pineta di Torre Grande non si tocca».

Al centro una località marina che per anni ha ospitato l’ex Sipsa e ne ha subito l’inquinamento ambientale, al quale l’Ivi petrolifera ha promesso di porre rimedio tramite la bonifica pattuita nel 2014 con l’allora sindaco Guido Tendas. Bonifica avviata peraltro, che procede nonostante i rappresentanti del Gruppo d’Intervento Giuridico, carte della Assl alla mano, abbiano giurato che nel maggio scorso i livelli di idrocarburi e benzene fossero ancora molto al di sopra dei limiti consentiti dalla legge.

«La bonifica è in corso d’opera», hanno ribattuto dalla Ivi, presentando con una dissertazione piuttosto tecnica la zona sulla quale sorgerà, Regione permettendo, un progetto di riqualificazione dalle dimensioni mai viste per Oristano. Quaranta i professionisti impegnati dal 2011 nella progettazione, con oltre 2,7 milioni di investimenti per le opere di urbanizzazione secondaria.

«Il programma integrato – ha affermato l’architetto Aron Murgia – prevede la riqualificazione urbanistica e ambientale di centodieci ettari ed è costituito da un insediamento turistico residenziale in posizione baricentrica rispetto all’intero compendio, dal percorso golfistico con le strutture ad esso annesse, dall’introduzione di un impianto di trattamento terziario per la trasformazione dei reflui in acque irrigue, indispensabili per il campo da golf. Ma anche dalla riqualificazione ambientale del sistema dunale costiero e del tratto stradale che collega la provinciale al primo pontile».

Quattordici gli ettari per l’insediamento turistico, composto da due macroaree, una più vicina alla strada provinciale e l’altra più a est e un terzo insediamento più ridotto.

Il comparto alberghiero fungerà da filtro tra la zona golfistica e quella residenziale e sarà composto da strutture che non supereranno mai, se non in un singolo caso, i sette metri di altezza, proprio per evitare un forte impatto ambientale. Ed è proprio di impatto ambientale che si è parlato, ma soprattutto di misure compensative di mitigazione.

Eseguita ad oggi è la pulizia della pineta dai rifiuti insieme alla creazione delle fasce tagliafuoco e al trattamento fitosanitario per la salvaguardia dei pini. La produzione di energia fotovoltaica e la destagionalizzazione del turismo grazie al golf sono i punti di forza del progetto. Previsto per legge il rimboschimento in risposta all’estirpazione delle piante dove sorgerà il campo: 20,8 ettari saranno piantumati a Torre Grande, una piccola parte a Massama; rimboschimento compensativo anche tra la marina e Brabau.

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