Zone Equus irregolari, demolita un’altra scuderia

ORISTANO. Trentadue anni di vita e diciannove di Sartiglia andati in polvere in pochi minuti. Si è conclusa così la storia della scuderia Sa Stella, di proprietà del sartigliante Paolo Soddu, sotto i...

ORISTANO. Trentadue anni di vita e diciannove di Sartiglia andati in polvere in pochi minuti. Si è conclusa così la storia della scuderia Sa Stella, di proprietà del sartigliante Paolo Soddu, sotto i colpi di una pala meccanica, poco dopo le 9 di ieri mattina. La struttura è stata demolita nel giro di poche ore per dare esecuzione all’ordinanza inviata dal Comune, a gennaio, al cavaliere perché abusiva. L’ordinanza sarebbe scaduta ad aprile, ma il Covid ha ritardato sino a ieri l’espletamento.

L’area complessiva su cui si sviluppava la scuderia è di 4mila metri quadrati nella zona verso Fenosu, con sei box e una casetta utilizzata come disimpegno e per le classiche cene nel periodo a ridosso della Sartiglia. Tutto costruito nel 1988, poi acquistata dalla famiglia Soddu nel 2000, che sei anni dopo li ha accatastati. «Eravamo in attesa del condono – spiega il cavaliere – invece ci ritroviamo a spendere quasi 16mila euro per buttare giù un pezzo della mia vita, una scuderia che è stata per tanti anni premiata e che ha ospitato i migliori cavalli in Sardegna nelle corse. Questi box e questa casetta sono stati costruiti trent’anni fa, se ne accorgono ora che sono abusivi?».

La demolizione, figlia del pasticcio collegato alle Zone Equus previste nel piano urbanistico comunale e considerate non legittime, sembra essere un nero presagio verso la partecipazione alla prossima edizione della giostra equestre. «Anche se arrivasse il via libera delle istituzioni per correre la prossima Sartiglia – sottolinea Chicco Soddu –, non so se parteciperò. Anche se volessi dove terrei i cavalli miei e dei miei compagni di pariglia? Tutti parlano di Sartiglia e vogliono la Sartiglia e poi ci troncano le gambe così, perché ci sono tanti altri cavalieri nella mia stessa condizione. Ci hanno rovinato». È una chiara accusa alla mancanza di azione politica che non ha trovato soluzioni. Già altri cavalieri, nei mesi scorsi, hanno dovuto affrontare a proprie spese la demolizione delle scuderie dopo aver ricevuto le ordinanze di demolizione.

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