Ghilarza, riapre chirurgia ma il sindaco si dimette

Non bastano le assicurazioni della Assl sulla riattivazione del servizio breve Riunione in Prefettura, manifestazione del 20 confermata ma con prescrizioni

GHILARZA. Il sindaco Alessandro Defrassu deporrà la fascia tricolore prima del tempo. È l’effetto più visibile e dirompente della mancata azione della Regione per rimettere in sesto la sanità nel territorio e in particolare l’ospedale di Ghilarza. Il primo cittadino ha comunicato la decisione al prefetto ieri, in occasione dell’incontro che doveva servire per verificare la compatibilità con le regole anticovid delle inziative promosse dal Comitato in difesa del Delogu per denunciare il progressivo impoverimento dei tre pilastri della sanità provinciale e chiedere il rilancio degli ospedali di Oristano, Ghilarza e Bosa.

Defrassu presenterà poi le formali dimissioni solamente lunedì così da poter partecipare in veste istituzionale al sit-in previsto il giorno prima davanti alla prefettura. Lo scrupolo di non abdicare al ruolo istituzionale e di responsabile della salute pubblica in un momento di estrema incertezza sul piano epidemiologico ha attanagliato il primo cittadino per giorni, ma alla fine questi si è risolto a compiere il grande passo, per ora unico dei sindaci del territorio. Le dimissioni sono da intendersi come un gesto provocatorio e plateale capace di esprimere appieno il dissenso e il malcontento generali verso la gestione della sanità pubblica da parte della giunta Solinas, considerata fallimentare in questo territorio come nel resto della provincia.

L’atto dimostrativo comporterà il commissariamento dell’ente, una conseguenza indiretta delle promesse tradite dalla politica. Commissariamento che durerà tuttavia lo spazio di poche settimane, perché Ghilarza è tra quei Comuni che andranno a voto a ottobre. Al coraggio dimostrato plaude intanto il comitato Delogu Bene Comune, che tempo fa lanciò l’assist a tutti i sindaci della zona in scadenza di mandato. «Apprezziamo il gesto del primo cittadino di Ghilarza, ma resta il rammarico che altri non l’abbiano sposata, avrebbe dato più forza alla protesta», ha commentato il portavoce Raffaele Manca.

Anche il referente degli attivisti ha partecipato al vertice convocato dal prefetto Gennaro Capo. Le autorità di pubblica sicurezza non hanno sollevato veti sulla dimostrazione di domenica. Lo stesso prefetto ha riconosciuto l’importanza del primo soccorso in un territorio periferico e la necessità che il servizio sia valutato in un più ampio contesto di riforma sanitaria. Nel rispetto delle regole di prevenzione del virus la partecipazione sarà però limitata a trenta dimostranti. Si farà anche la marcia sulla Carlo Felice fissata per il 27 settembre per chiedere la riattivazione del primo intervento di Ghilarza, ma numero di vetture e percorso saranno meglio definiti nell’incontro di mercoledì in questura.

Intanto un piccolo, timido segnale di ripresa arriva dal ripristino dell’attività chirurgica giornaliera programmata, che al Delogu ricomincerà lunedì dopo sei mesi di sospensione dovuta all’emergenza.

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