I revisori dei conti: «Il Comune eviti nuovi disavanzi»
ORISTANO. La vendita dei beni non utili al Comune è uno dei pilastri su cui si regge la politica di rientro dal debito che la giunta Lutzu ha creato in questa consiliatura. Ma non è la strada...
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ORISTANO. La vendita dei beni non utili al Comune è uno dei pilastri su cui si regge la politica di rientro dal debito che la giunta Lutzu ha creato in questa consiliatura. Ma non è la strada migliore per uscire da una complessa situazione contabile.
Nel parere che i revisori dei conti del Comune il 12 agosto scorso hanno espresso riguardo alla proposta di delibera per la copertura del disavanzo del 2019 c’è alla fine una raccomandazione secca. «Adottate un organico e sistematico piano di ottimizzazione delle entrate e una contestuale razionalizzazione delle spese, per garantire la copertura delle quote di disavanzo rinviate ai futuri esercizi oltreché l’evitare di creare ulteriori disavanzi».
Nel verbale la presidente del collegio Tiziana Sanna, coadiuvata dai suoi colleghi Carmine Mannea e Marco Atzei, ripercorre l’origine del debito e indica quanto poi la giunta e poi il consiglio approveranno. «Il nuovo debitoè pari a 6 milioni e 58mila euro; di questi 4,3 milioni possono essere pagati in 15 annualità di 288mila ero l’uno, mentre i restanti 1,7 milioni vanno trovati subito e comunque non oltre la consiliatura in corso». La proposta della giunta votata dal consiglio prevedeva per questi 1,7 milioni alienazioni patrimoniali e rinegoziazioni dei mutui. Il secondo elemento, la rinegoziazione, è al vaglio degli uffici. Il primo è subito in applicazione, con la vendita del terreno. Ma è evidente che i beni comunali non sono infiniti. E non sempre si riesce a ottenere da loro le somme sperate. Per l’ex mercato è andata bene. Vedremo se per via Bruxelles sarà lo stesso.
Nel parere che i revisori dei conti del Comune il 12 agosto scorso hanno espresso riguardo alla proposta di delibera per la copertura del disavanzo del 2019 c’è alla fine una raccomandazione secca. «Adottate un organico e sistematico piano di ottimizzazione delle entrate e una contestuale razionalizzazione delle spese, per garantire la copertura delle quote di disavanzo rinviate ai futuri esercizi oltreché l’evitare di creare ulteriori disavanzi».
Nel verbale la presidente del collegio Tiziana Sanna, coadiuvata dai suoi colleghi Carmine Mannea e Marco Atzei, ripercorre l’origine del debito e indica quanto poi la giunta e poi il consiglio approveranno. «Il nuovo debitoè pari a 6 milioni e 58mila euro; di questi 4,3 milioni possono essere pagati in 15 annualità di 288mila ero l’uno, mentre i restanti 1,7 milioni vanno trovati subito e comunque non oltre la consiliatura in corso». La proposta della giunta votata dal consiglio prevedeva per questi 1,7 milioni alienazioni patrimoniali e rinegoziazioni dei mutui. Il secondo elemento, la rinegoziazione, è al vaglio degli uffici. Il primo è subito in applicazione, con la vendita del terreno. Ma è evidente che i beni comunali non sono infiniti. E non sempre si riesce a ottenere da loro le somme sperate. Per l’ex mercato è andata bene. Vedremo se per via Bruxelles sarà lo stesso.
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