Cabras, un falso divieto inganna turisti e residenti

Segnalerebbe una proprietà privata sulla strada che porta alla Torre Vecchia Ieri sera, dopo i tanti commenti sui social, il cartello incriminato è stato tolto 

CABRAS. «Vietato l'accesso. Proprietà privata. I trasgressori saranno denunciati per violazione di domicilio ai sensi dell'art. 614 del Codice Penale». La scritta, assieme alla fedele riproduzione a colori dei divieti di transito per pedoni, auto e bici, fa bella mostra di sé in un singolare cartello, installato a San Giovanni di Sinis nel tratto dell'istmo, lungo la stradina che costeggia il Mare morto e che conduce alla Torre Vecchia, 'Turri 'eccia' in sardo.

Coloro che nel primo pomeriggio di lunedì si sono avventurati nella frazione di Cabras per fare una passeggiata in mezzo al verde della macchia mediterranea, approfittando di qualche timido raggio di sole, dopo intere settimane di pioggia continua, sono rimasti sorpresi. Qualcuno, a un primo sguardo disattento, ha subito pensato a disposizioni del Comune di Cabras, e che dunque non fosse più consentito spingersi oltre né a piedi né in bici. Così, un po' deluso, temendo di poter incorrere in sanzioni, ha rinunciato a proseguire la sua passeggiata e ha fatto marcia indietro. Anche perché, sempre nel cartello, in basso, si legge: «Attenzione Area sottoposta a videosorveglianza per ragioni di sicurezza». E ancora: «Art. 13 del Codice in materia di protezione dei dati personali. D.Lgs. 196/2003».

A qualcun altro, invece, la novità è parsa subito sospetta. Così ha scattato una foto e, una volta rientrato a casa, l'ha pubblicata sui social network per poi chiedere ai suoi amici: «Chi avrà piazzato questo cartello?». Immediatamente si è acceso un vivace dibattito, che ha coinvolto diversi utenti, in particolare cabraresi. Osservando che il segnale non ha numero di autorizzazione e non reca la scritta con il nominativo dell'ente, alcuni si sono presto resi conto che non si tratta di un cartello autentico: «È stato affisso da privati, sicuramente non dal Comune – hanno sentenziato – probabilmente dai proprietari delle villette lì vicino». Il primo nodo è così sciolto, ma al momento, restano tutti gli altri. Chi ha installato realmente il cartello in quel punto? E a che scopo? Se sono stati i proprietari delle villette, possono dei privati pretendere il rispetto di diritti soggettivi in terreni demaniali, ricadenti peraltro in piena Area marina protetta?

Il post originario ha avuto diverse condivisioni, con molti cabraresi che, vedendo virtualmente messo in dubbio il proprio diritto alla libera circolazione nell'area, non hanno mancato di manifestare la loro indignazione. In attesa di una presa di posizione ufficiale del Comune lagunare, quello del cartello di San Giovanni di Sinis resta al momento un giallo.

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