Rimborsi gonfiati, sequestrati 150mila euro

Medico accusato di aver ottenuto soldi per 14 anni indicando una falsa residenza Smascherato dalle indagini della guardia di finanza, è accusato di truffa

TERRALBA. Tutta questione di residenza, di chilometri e....di soldi. Ne avrebbe intascato oltre 150mila in più del dovuto, utilizzando uno stratagemma che però ora costa caro a un medico in servizio nei poliambulatori dell’Assl a Terralba ed Ales. Originario del Cagliaritano, professionista da anni e da tanto in servizio nel distretto sanitario locale, A.C. sarebbe riuscito a ingannare a lungo l’azienda sanitaria finendo però alla fine nelle maglie della rete gettata dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Oristano, che hanno lavorato per mesi prima sotto il coordinamento della procura di Oristano, quindi di quella di Cagliari titolare dell’inchiesta perché i soldi, intascati indebitamente, sono quelli della Regione che finanzia il servizio sanitario e la cui sede è proprio nel capoluogo regionale.

Nei giorni scorsi, il giudice del tribunale di Cagliari, esaminati gli atti delle indagini sin qui svolte ha deciso di eseguire un sequestro di soldi dai conti correnti e dai fondi di investimento, di un’auto di lusso acquistata da pochi mesi, di due vigneti, di un appartamento e di un box auto che si trovano in un comune della provincia di Cagliari. Il loro valore supera i 150mila euro, somma che il medico avrebbe racimolato grazie ai rimborsi non dovuti percepiti in quattordici anni di servizio nei due poliambulatori, dove lavorava dal 2006.

È allora che aveva iniziato a richiedere i rimborsi chilometrici che spettano a qualsiasi medico che si sposti in due strutture sanitarie che si trovano in località diverse. Aveva così scelto di indicare come residenza quella di un centro dell’Oristanese che non corrispondeva a quello della sede di lavoro. In realtà viveva molto molto più vicino al luogo in cui poi andava a visitare i pazienti, talmente vicino che i rimborsi sarebbero stati molto ridotti. Solo che indicando quella residenza, che viene ritenuta fittizia, poteva richiedere i rimborsi chilometrici gonfiandoli: per ogni anno avrebbe incassato oltre 10mila euro in più di ciò che gli sarebbe spettato ad ogni cambio di calendario.

Ovviamente, il sequestro di soldi e beni è stato accompagnato dalla notifica dell’avviso di garanzia che certifica che il medico è indagato per truffa aggravata. Tutto ciò però sembra sia stato possibile solo grazie all’aiuto di un complice che a sua volta è indagato. Secondo la guardia di finanza, quest’ultimo dalle ricostruzioni investigative, avrebbe procurato la disponibilità dei luoghi in cui il medico aveva indicato la propria residenza, in più avrebbe curato il ritiro della corrispondenza, in modo che non saltasse agli occhi che il dottore abitasse altrove.

L’indagine va avanti, intanto si attendono le risposte dell’indagato che potrebbe presentare riesame contro il sequestro qualora vi fossero elementi che dimostrassero che chi indaga si sta sbagliando e che tutti quei soldi fossero davvero dovuti.

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