Bimbi diabetici senza sensori, l’Assl farà marcia indietro

ORISTANO. Sempre più spesso le persone con patologie croniche si trovano a combattere una duplice battaglia contro la malattia e la burocrazia o qualunque altro ostacolo interferisca con il diritto...

ORISTANO. Sempre più spesso le persone con patologie croniche si trovano a combattere una duplice battaglia contro la malattia e la burocrazia o qualunque altro ostacolo interferisca con il diritto alle cure. Nel caso di pazienti pediatrici la crociata coinvolge famiglie intere, una condizione che loro malgrado stanno subendo i genitori dei bambini affetti da diabete mellito di tipo 1, a cui i servizi farmaceutici di Oristano e Ghilarza hanno drasticamente ridotto l’erogazione dei sensori del glucosio.

Da qualche tempo i quantitativi prescritti dagli specialisti non vengono più ceduti per intero alle persone in cura, le quali, a meno di rimanere scoperte per buona parte dell’anno e andare incontro a gravi rischi, sono costrette ad acquistare a caro prezzo i dispositivi mancanti. Il limite alle consegne sarebbe stato applicato in considerazione della soglia stabilita in una delibera approvata dalla giunta regionale nel 2016, che fissava a sei il numero massimo di sensori gratuiti per i piccoli diabetici. A questo atto d’indirizzo è però seguito, nel 2019, un accordo quadro con cui l’Ats aumentava la fornitura pro capite. Su questa determina si sono successivamente basate le prescrizioni dei diabetologi di cui il servizio farmaceutico sta contestando la validità.

La novità ha scatenato le accese proteste di diversi utenti, ma è di queste ore la notizia che l’Ats avrebbe prospettato la soluzione del problema. Se è vero che l’emergenza sta per rientrare, è altrettanto vero che le difficoltà sono state superate solo dopo che gli utenti hanno fatto valere le loro ragioni ingaggiando l’ennesima battaglia contro un sistema sanitario deficitario su più fronti. «In base al piano terapeutico rilasciato dal Centro diabetologico di Oristano mia figlia avrebbe diritto a 45 sensori l’anno, numero che copre quasi interamente il fabbisogno – ha raccontato una cittadina dell’Alto Oristanese –. Questi congegni permettono di monitorare anche da remoto i pazienti insulino-dipendenti e vanno sostituiti ogni sei giorni. A dicembre ho ritirato la prima fornitura, ma, quando mi sono presentata al deposito territoriale di Ghilarza per ritirare il secondo kit, mi è stato detto che non ne avrebbero consegnati altri».

La domanda che la madre si pone, indipendentemente da un epilogo positivo della vicenda, è: «Com’è possibile che le farmacie territoriali contestino i piani terapeutici rilasciati dai medici e approvati dall’Ats successivamente a una delibera regionale che solo oggi viene tirata in ballo? Per evitare che situazioni simili si ripetano, la Regione dovrebbe modificare quell’atto di indirizzo inserendo parametri chiari e definitivi che non lascino spazio a libere interpretazioni».

La riduzione del materiale sanitario rischiava di penalizzare tante famiglie della provincia. «A Oristano mi hanno negato la seconda fornitura sostenendo che a mia figlia non ne spettassero altre e giustificandosi con il fatto di attenersi alle linee guida regionali del 2016», ha riferito una persona residente nell’hinterland del capoluogo. Analoga esperienza ha vissuto la mamma di un altro paziente pediatrico, che ha reclamato «Il rispetto dei piani terapeutici».

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