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cronaca

Lo sciopero non è annullato ma solamente sospeso

ORISTANO. «Siamo pronti ad azioni più importanti e dure, se in tempi brevi l’Ats non si confronterà con noi e non ci dirà quali progetti ha per la sanità della provincia di Oristano». Che sia...


15 maggio 2021


ORISTANO. «Siamo pronti ad azioni più importanti e dure, se in tempi brevi l’Ats non si confronterà con noi e non ci dirà quali progetti ha per la sanità della provincia di Oristano». Che sia soltanto un armistizio, quello siglato giovedì pomeriggio tra sindacati e vertici della sanità con la mediazione del prefetto, si era intuito da subito. La conferma arriva dalle parole di Giampiero Sulis, segretario aziendale del Cimo, che assieme ai colleghi di Anaao e Aaroi ha partecipato all'incontro con il prefetto. L’assenza alla riunione del commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, legata ad un improvviso altro impegno, non è passata inosservata ai sindacalisti, «Sono mesi che chiediamo di incontrarlo – dice Sulis – avrebbe potuto incaricare un delegato», dice il segretario del Cimo. Da tempo il sindacato medico denuncia rischi di chiusura o comunque di drastici ridimensionamenti per gli ospedali del territorio. Mancano medici e infermieri: situazione che limita fortemente l'accesso ai servizi per i pazienti. «In questa provincia manca equità di accesso alle cure – denuncia Sulis – se ad Oristano abbiamo soltanto due ematologi in servizio al San Martino per una popolazione di 150mila abitanti, a Cagliari ce ne sono 40. Che sono molti di più del rapporto uno a 75mila che abbiamo in questa provincia.», dice. Lo stesso raffronto il rappresentante del Cimo lo fa anche per i chirurghi: fra Oristano, Ghilarza e Bosa abbiamo a disposizione 18 chirurghi. A Cagliari ce ne sono 150: se dovessimo adottare gli stessi parametri applicati al nostro territorio, si dovrebbe pensare che nel Sud Sardegna ci sono 2 milioni di abitanti, che non li ha tutta la Sardegna». Dice il sindacalista: «Non dicano che a Oristano i medici non vogliono venire. La realtà è che quando si bandiscono i concorsi, non sono mirati alla copertura dei posti vacanti laddove c’è carenza, ma per tutta l’Ats. Così scopriamo che mentre qui non c’è personale medico altrove, magari, è persino in eccesso. A questo punto vogliamo chiarezza e capire cosa vogliono fare del sistema sanitario della provincia di Oristano». Un passaggio Giampiero Sulis lo dedica al punto d primo intervento dell'ospedale di Ghilarza: «Non è certamente servito a migliorare i servizi in quel territorio e nemmeno ad alleggerire il carico sul Pronto soccorso del San Martino: per noi è il risultato di una strategia sbagliata». (m.c.)

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