Arborea da record: debiti addio

Il Comune ha azzerato il disavanzo in sei anni anziché nei trenta inizialmente preventivati

ARBOREA. Il Comune non ha più debiti. A tempo di record – sei anni contro i trenta previsti – è stato azzerato il disavanzo. L’annuncio è arrivato nell’ultima seduta del consiglio comunale, convocato per discutere del rendiconto 2020, poi approvato all’unanimità. La relazione è stata esposta dall’assessora al Bilancio, Antonella Cenghialta, che ha evidenziato tutte le peculiarità dell’esercizio finanziario 2020, caratterizzato quasi interamente dall’emergenza sanitaria e dagli sforzi che tutti i Comuni italiani hanno dovuto sostenere, sia in termini di contributi a sostegno delle categorie maggiormente colpite dalla pandemia sia in termini di minor gettito fiscale che gli enti hanno incamerato, a causa delle tante situazioni di blocco lavorativo e di sospensione nel versamento dei tributi locali.

«Pur a fronte di un’annata così faticosa, abbiamo raggiunto un risultato straordinario come l’azzeramento del disavanzo tecnico», commenta la sindaca, Manuela Pintus. Nel 2015, in concomitanza con l’entrata a regime delle nuove norme di contabilità armonizzata, l’amministrazione si era trovata, pochi mesi dopo il proprio insediamento, l’eredità scomoda di 723mila euro di disavanzo. «Una vera zavorra – racconta la prima cittadina –. A causa di questo debito, il Comune non aveva più diritto di spendere le eventuali risorse incamerate nel corso dell’anno, perché il cosiddetto avanzo libero deve per legge essere destinato a ripianare il debito».

La legge, infatti, assegna ai Comuni in disavanzo la possibilità di rateizzare il proprio debito in trent’anni. Il Comune di Arborea, sottostando a questa misura, nel 2015 si era assunto l’impegno di versare ogni anno una rata di circa 24mila euro, che avrebbe consentito l’estinzione del debito proprio in un trentennio. È a questo punto che l’amministrazione aveva deciso per una vera e propria riforma dei tributi, adottando nuovi regolamenti. «In questo modo l’Ufficio tributi ha avuto gli strumenti per venire incontro alle esigenze dei contribuenti sulle tante situazioni debitorie pregresse, e grazie a un approccio collaborativo tra utente e uffici finanziari, il Comune è riuscito, in soli sei anni, a ripianare interamente il disavanzo».

Ora si apre una nuova fase per il Comune che potrà finalmente disporre delle proprie risorse. «Dal prossimo anno – spiega infatti l’assessora al Bilancio – finalmente le risorse in avanzo potranno essere programmate per fornire ulteriori servizi ai cittadini. Per questo esprimo un vivo ringraziamento a tutti i dipendenti per lo sforzo compiuto nella passata consiliatura, in particolare all’Area finanziaria per l’enorme lavoro di riordino e di riscossione dei tributi locali, senza imporre un clima vessatorio ai contribuenti». E poi prosegue: «La chiave di volta è stata il riordino della banca dati dei contribuenti: mancavano tanti dati e non era aggiornata. I nostri uffici si sono caricati di un lavoro massacrante. Poi abbiamo modificato i regolamenti delle riscossioni, inserendo la possibilità della rateizzazione e le compensazioni che prima non c’erano, cancellando anche l’incremento degli interessi per le imposte non pagate».

Antonella Cenghialta, assessora al Bilancio spiega come il Comune sia riuscito ad azzerare i debiti in così poco tempo. Il primo passo sono stati gli accertamenti tributari che hanno messo in luce situazioni creditorie in favore del Comune. Tra queste, i versamenti dell’Imu. «Non è stato facile, ci sono state verifiche e accertamenti, sempre ponendoci in maniera collaborativa e non certo vessatoria nei confronti dei contribuenti – dice l’assessora –. Dal 2022 avremo più risorse da spendere nei servizi e lasceremo a chi amministrerà dopo di noi un Comune libero dai debiti».

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