Cavallette, un piano per fermare l’invasione

Sedilo. La Regione si prepara a contrastarle con l’aratura dei terreni. I sindaci: «Bisogna fare in fretta»

SEDILO. Il gruppo di esperti incaricato dall'assessorato regionale all’Ambiente ha varato il piano di lotta alle cavallette, che diventerà attuativo solo quando la giunta regionale proclamerà lo stato di calamità naturale e adotterà le delibere sui risarcimenti alle aziende. Questo passaggio dovrà avvenire in tempi brevi se si intende mettere fine alla loro proliferazione e impedire una nuova ondata nel 2022.

L’azione di lotta messa a punto dal Dipartimento di Scienze agrarie dell’università di Sassari su mandato del tavolo fitosanitario prevede interventi agronomici e di biocontrollo con mezzi fisici o chimici autorizzati e l’introduzione dei predatori naturali delle locuste. Alla vigilia del varo, l’emergenza in corso nell’Alto Oristanese, nel Nuorese e nel Goceano è stata trattata dal consiglio comunale di Sedilo, una delle realtà più colpite. «La situazione è drammatica, questa devastazione sta vanificando il lavoro degli imprenditori agricoli. Bisogna debellare la piaga il prima possibile se non vogliamo correre il rischio di subire nuove invasioni», ha dichiarato il consigliere di minoranza Salvatore Carta.

In un'interrogazione il gruppo Progresso Sedilo aveva accusato la Regione di aver preso consapevolezza della gravità della situazione con grande ritardo. Accusa reiterata da ambo le parti mercoledì in aula. «In questi tre anni il problema è stato sottovalutato: è grave che la Regione si sia riunita per la prima volta solo lo scorso giugno» ha rimarcato il sindaco Savatore Pes. Con il piano a disposizione, ora si spera di riuscire a recuperare terreno. Nella seduta di due giorni fa sono stati ripercorsi i passi compiuti dalle amministrazioni di Ottana, Sedilo, Noragugume, Bolotana, Orani, Orotelli e Illorai per spingere l’esecutivo regionale a dotarsi di un piano di prevenzione e di contrasto, per la realizzazione del quale sono state stimate risorse pari a un milione e mezzo di euro in tre anni. Ma il processo di eradicazione è ancora alle fasi preliminari. «Laore sta monitorando le zone colpite e sta individuando le aree in cui gli insetti hanno deposto le uova, in modo da circoscrivere le superfici da trattare attraverso l’aratura. Io e gli altri sindaci abbiamo chiesto di trasferire una parte dei fondi ai Comuni in modo da affidare a terzi gli interventi di dissodamento con i quali eliminare uova e larve», ha riferito il primo cittadino. Il ricorso straordinario a ditte esterne per le operazioni di aratura è una delle soluzioni in campo, ma è anche previsto il supporto delle imprese agricole e degli enti della Regione.

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